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Come rendere lo studio divertente e creativo con le tecniche di memoria

Applicando poche regole si può memorizzare tutto in pochi minuti

Matteo Salvo - 28/12/2012




Il penultimo aereo che ho preso ha avuto un decollo con dei bruschi sobbalzi. Quello che mi ha colpito è stata la reazione diversa delle persone.

C’era un ragazzo che aveva un’espressione entusiasta e divertita per il divertimento che stava provando, sembrava fosse sulle montagne russe. La maggior parte, invece, aveva sul volto una chiara espressione di paura.

Di fronte a un testo di studio può succedere per alcuni aspetti una cosa analoga. Alcuni proveranno un’emozione di disorientamento e noia, altri di piacere perché sanno che stanno per imparare cose nuove.

Molte persone non sapranno da che parte iniziare; solo qualcuna va dritto al punto, elabora i concetti, memorizza i punti chiave e in poco tempo ha concluso il suo lavoro.

 

Il piacere di studiare 

Tutto succede fondamentalmente per mancanza di metodo. Dal momento che tutti abbiamo il costante bisogno di acquisire nuove informazioni, vediamo come possiamo fare per rendere il percorso il più piacevole possibile. 

Cercare di associare un’emozione piacevole allo studio 

Se lo studio rappresenta uno sforzo o una fatica sarà sempre qualcosa che si vorrà evitare di fare o appena se ne avrà la possibilità ci si dedicherà ad altro. Penso a un bambino e viene naturale adottare questo tipo di approccio per fargli fare le cose che non gli piace fare. Quando non vuole mangiare lo si imbocca facendo finta di fare l’aereo col cucchiaio mentre quando non si vuole lavare si va a trovare la paperella nel laghetto. Per ciò che concerne lo studio innanzitutto possiamo lavorare su diversi aspetti per rendere questo percorso più piacevole. Iniziamo dal prenderci cura della nostra postazione.

Dove studiamo è un posto in cui ci piace stare e trascorriamo del tempo volentieri oppure è un posto che non ci piace e non vediamo l’ora di andarcene? La scrivania è stracolma di qualsiasi tipo di oggetto, libri e carte che non ci fa neanche venire voglia di sederci oppure c’è solo il libro che ci serve? Immaginiamo l’emozione diversa, che può nascere nella mente, di fronte a due situazioni del genere. Nel primo caso viene voglia di andarsene perché ci si sente sopraffatti prima di iniziare mentre nel secondo si ha la consapevolezza che abbiamo solo una cosa a cui dedicare la nostra attenzione e quindi sarà sicuramente più facile.

Curare il materiale 

Anche il materiale che usiamo ha un ruolo fondamentale. Se ci considerassimo dei professionisti dello studio vorremo avere tutto gli strumenti migliori per svolgere al meglio il nostro lavoro. Un esempio semplice ma significativo è la scelta della penna con la quale scriviamo. Se è una penna che ci piace per la scorrevolezza che ha sul foglio, per l’impugnatura, la forma e il colore vorremo usarla il più possibile e quando abbiamo un foglio bianco di fronte probabilmente inizieremo a fare degli scarabocchi oppure la nostra firma.

Per i bambini (ma anche per gli adulti) questo aspetto è fondamentale e purtroppo troppo spesso trascurato. Dedichiamo quindi un po’ di tempo per capire quali sono gli strumenti migliori per noi.

Fare in modo che ci piaccia studiare. 

Se il contenuto proprio non ci coinvolge rendiamo la forma di apprendimento diversa. Se ad esempio ci piace molto il cinema e la televisione, ma quando si tratta di aprire il libro del prossimo esame di anatomia sentiamo di avere un rifiuto, chiediamoci se possiamo acquisire la maggior parte di quelle informazioni in un modo che sia più consono al nostro stile di apprendimento. Potrebbe essere guardare un documentario interessante sul corpo umano oppure degli interventi sull’organo che stiamo studiando. Una cosa che può aiutare è quella di immaginare di essere noi il chirurgo in modo da coinvolgere l’aspetto emotivo.

Questo aiuterà sicuramente nell’apprendimento. Se invece stiamo studiando storia immaginiamo di essere il protagonista delle vicende narrate. Se l’argomento è la scoperta dell’America immaginiamo l’emozione di essere al comando delle caravelle, la solitudine e lo sconforto dopo molti giorni di navigazione e la gioia di vedere finalmente la terra dopo tutte le fatiche attraversate. In questo modo i ricordi si imprimeranno decisamente meglio nella nostra memoria.

Convertire tutto in immagini! 

La nostra memoria lavora per immagini e quindi non ha senso cercare di ricordare delle informazioni senza attribuire a queste un’immagine. Qualsiasi concetto, anche se astratto può essere in qualche modo trasformato in immagini e più queste sono paradossali, più diventa semplice ricordare il concetto. Le immagini che scegliamo non devono necessariamente rappresentare il concetto ma possono essere qualcosa che in qualche modo ci aiuti a rievocare il concetto. 

Acquisire informazioni non per imparare ma per spiegare 

In questo modo la mente si pone su un piano completamente diverso. Il grande problema è che fin da quando andiamo a scuola abbiamo imparato a studiare con in mente l’immagine di noi stessi che veniamo interrogati per dimostrare il nostro livello di competenza a qualcuno che ne sapeva di più di noi. Quando studiamo qualcosa con in testa l’idea di doverla spiegare in pubblico, daremo per scontato di aver capito e interiorizzato tutto al meglio e il nostro pensiero andrà su come rendere quei concetti il più immediati e chiari possibile. Osserviamo lo studio sul cono dell’apprendimento fatto da Edgar Dale nella figura accanto. È evidente che leggere, che è il sistema usato dal 95% delle persone per imparare qualcosa, non serva praticamente a nulla. Il segreto è spiegare quello che vogliamo imparare a qualcuno che non ne sappia nulla.

Usare le tecniche di memoria, le mappe mentali e la lettura veloce 

Penso che non conoscere ancora queste metodologie al giorno d’oggi sia come voler attraversare un lago con una canoa senza avere la pagaia. Faremo molta più fatica e nonostante questo sarà la corrente ad avere la meglio. 

"Vedo e dimentico, sento e ricordo, faccio e comprendo" - Confucio

Segnalato per te!

Per avere un’idea dei risultati che si possono ottenere con le tecniche di memoria guardate il filmato al link bit.ly/impara_le_tabelline e vi renderete conto di come una cosa come la memorizzazione delle tabelline, che per molti ha richiesto molto tempo, sia fattibile in un paio di minuti.

 

 

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 31


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Categorie: Crescita Personale





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