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Curarsi con il cibo: l'importanza dei succhi vivi

Con l’estrattore si possono preparare succhi ricchissimi di enzimi e nutrienti indispensabili per la nostra salute

Siqur Salute - 01/02/2017




Spesso, quando consumiamo un alimento, generalmente la verdura, siamo costretti a cucinarlo, perdendo attraverso il calore gran parte delle sue proprietà.

Una soluzione alternativa è realizzare delle spremute o dei centrifugati, ma anche qui potremmo rischiare di non riuscire ad assimilare tutte le vitamine e gli enzimi che servono al nostro corpo.

In questo contesto si inseriscono gli estrattori, piccoli elettrodomestici che hanno la funzione, appunto, di estrarre il succo da frutta e verdura freschi.

Vengono chiamati anche “estrattori di Succo Vivo”, proprio per indicare la loro capacità di mantenere intatte tutte le proprietà degli alimenti.

 

 

 

 

Con l’estrattore consumi più cibo crudo

Alcuni si chiederanno perché usare l’estrattore? Non è sufficiente mangiare la frutta e la verdura così com’è?

Va bene sicuramente, ma non è sufficiente, e vediamo il perché. A seconda del modo in cui vengono assunti, i vegetali forniscono diverse quantità e qualità di vitamine, minerali, enzimi e oligoelementi.

Ma qual è il modo migliore per fare il pieno di frutta e verdura? Senza dubbio, i Succhi Vivi!

Separando gli elementi nutritivi e l’acqua distillata dalle fibre, l’assunzione di succo vivo ne consente l’assorbimento nel giro di pochi minuti con il suo carico di energia immediatamente disponibile.

Il processo digestivo viene così agevolato e alleggerito, mettendo subito a disposizione di cellule e tessuti le sostanze nutritive. Senza nulla togliere al consumo tradizionale di frutta e verdura, le cui fibre sono indispensabili per il corretto funzionamento intestinale, la scelta degli estratti è una soluzione da tenere in grande considerazione.

Mangiate quindi tranquillamente una bella insalata di verdure crude durante il pasto, che è più che sufficiente al fabbisogno di fibre dell’intestino, che, per contro, se assunte un quantità eccessiva, darebbero gonfiore e difficoltà digestive.

Quando invece il cibo viene cotto, il calore intenso ne distrugge la vita trasformando le sostanze organiche in inorganiche. Gli enzimi, per esempio, al raggiungimento dei 47 °C muoiono, perdendo di fatto le loro fondamentali peculiarità vitali.

Il succo vivo, invece, rigenera l’organismo, poiché è un concentrato di sostanze vive, subito disponibili e attive.

Una centrifuga o un estrattore?

Il meccanismo di estrazione utilizzato dalla centrifuga, che lavora a 1.500 – 25.000 giri al minuto, genera calore d’attrito che distrugge una parte degli enzimi e delle vitamine contenute negli alimenti.

Un estrattore, a differenza della centrifuga, ha un rendimento in termini di sostanze nutritive molto maggiore. Lavorando a una velocità decisamente più bassa, 60-80 giri al minuto, spreme il frutto mediante la coclea che gira dentro al filtro di separazione, mantenendo inalterata una percentuale più alta di nutrienti essenziali, almeno quattro-sei volte in più rispetto a quella ottenuta dalle centrifughe.

Pensiamo ad esempio alla vitamina C, molto sensibile al calore e all’ossidazione. Con un’estrazione lenta a freddo questa vitamina, essenziale per l’organismo, è ancora più biodisponibile.

Gli alimenti vengono trattati “a freddo” e possono essere inseriti all’interno dell’estrattore anche ingredienti come le bacche di goji, la canapa, le mandorle, che necessitano di una grande forza di estrazione, a causa delle fibre in essi contenute o degli amidi molto “collosi”.

La forza di estrazione è un elemento molto importante da considerare nella scelta di un estrattore, fondamentale per comprendere quali operazioni possono essere effettuate col dispositivo e quali no. Arrivati sul mercato da qualche anno, gli estrattori hanno subito catturato l’interesse dei consumatori più attenti.

All’inizio, uno degli elementi che dissuadevano maggiormente le persone ad acquistare il dispositivo era il prezzo più alto rispetto alle centrifughe, anche perché non si capiva che un buon estrattore è un prodotto che lavora in maniera completamente diversa, è più complesso, di qualità superiore e che solo con esso si ottiene un succo vivo.

Anche qui, gli estrattori si differenziano in base ad almeno 6 parametri fondamentali tra i quali il tipo di motore, la qualità delle plastiche, il servizio di assistenza, e da ultimo, ma non meno importante, dalla maggiore dimensione della bocca d’introduzione degli alimenti che agevola moltissimo il lavoro di estrazione.

La ricetta: fai il pieno di vitamine

Spiegate le caratteristiche dei vari apparecchi in commercio, vediamo adesso una ricetta che è possibile realizzare con un estrattore. Questa bevanda non solo è energizzante, ma consente di fare il pieno di vitamine e antiossidanti anche a chi non ama particolarmente il sapore delle verdure, come ad esempio i bambini.

I vostri ingredienti sono: finocchio, carota, mela, zenzero. Prima di inserire gli ingredienti nell’estrattore, puliscili accuratamente. Taglia a pezzetti il finocchio. Avvia l’estrattore e introduci gli ingredienti in quest’ordine: mezzo finocchio, una mela intera, una rotella spessa 1 cm di zenzero fresco, una carota intera.

Questo succo ha molti effetti positivi: combatte la stanchezza, è dissetante e fornisce all’organismo varie vitamine, come la vitamina A, la C e le vitamine del gruppo B. Un mix che rafforza il sistema immunitario, depura e aiuta la digestione.

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 47


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Categorie: Alimentazione e salute

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