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Dal Natale del portafoglio al Natale del cuore

Sei consigli per trascorrere le feste in maniera meno costosa ma più ricca, insieme ai nostri bambini

Giorgia Cozza - 04/12/2017




Dicembre si avvicina, ci prepariamo all’Avvento, con quella sua atmosfera speciale fatta di attesa e di magia.

Natale si sa, è la festa dei bambini, la festa della famiglia. Anche se la società dei consumi ormai da diversi anni tenta di trasformarla nella festa degli acquisti, dello shopping compulsivo, delle liste infinite di doni da chiedere a Babbo Natale o Santa Lucia.

È una versione del Natale, quella dei nostri tempi, che per molti diventa una fonte non di gioia e di allegria, ma di stress, spese esagerate, corse e rincorse per gli acquisti dell’ultima ora. Ma assaporare i giorni dell’Avvento con lentezza e intensità, scoprire e insegnare ai nostri bambini una dimensione più umana, spirituale e profonda delle Feste, è possibile. Con l’aiuto dei nostri bambini possiamo farcela!

Ecco alcune semplici proposte per rallentare, comprare di meno, amare di più.

Il cenone della vigilia con tutti i parenti. I tortellini in brodo della nonna per il pranzo del 25.

La Messa dimezzanotte. Lo scambio dei regali la sera del ventiquattro. Ogni famiglia ha le sue tradizioni, quelle consuetudini che tornano di anno in anno e sono destinate a trasformarsi in ricordi, che restano nel cuore e profumano di tenerezza e nostalgia. Ora tocca a noi creare nuove tradizioni per i nostri bambini.

Parliamo di piccoli gesti:

  • leggere ogni sera una bella storia natalizia (se non abbiamo tanti libri dedicati a questa festa, possiamo fare una gita in biblioteca per scoprire nuovi titoli); sostituire la solita sveglia con una canzone di Natale;
  • costruire un calendario dell’avvento e ogni mattina aprire la casella corrispondente al nuovo giorno;
  • andare a visitare i presepi nelle chiese o nelle piazze;
  • preparare insieme i biscotti di Natale. Sono tutte attività a costo zero, ma che ci permettono di trascorrere del tempo piacevole con i nostri bambini.

Un dono per le persone che ci sono care

Forse è capitato anche a noi. Oggi sono sempre più numerose le persone che si lamentano per le corse dell’ultimo minuto alla ricerca del regalo per ogni parente e amico. Una lista più o meno lunga di nomi da depennare che a volte si trasforma nell’ennesima incombenza, nell’ennesima fonte di stress, anziché di piacere. Non molto bello per noi e un esempio un po’ triste per i nostri bambini.

E allora? Riprendiamo in mano la situazione. Prepariamo una lista con i nomi delle persone che ci sono care e riflettiamo insieme al nostro bimbo su ognuna di loro. Quale regalo potrebbe piacere alla nonna? Lei ama il giardinaggio, forse una pianta? O degli attrezzi per il giardino?

E un bel romanzo per la zia che legge sempre. All’amica con la passione per l’arte quel volume sui pittori del Novecento che avevamo visto in libreria. Per la cugina freddolosa una bella sciarpa calda. Coinvolgiamo il bambino in questa “fase”, chiediamo il suo parere su quello che potrebbe essere il dono giusto, perché capisca cosa c’è dietro a un regalo. Ovvero, un pensiero speciale, la conoscenza dell’altra persona, e un grande affetto.

Questo lo aiuterà a comprendere il vero significato del dono, offerto e ricevuto.

Biglietti e regali fatti con il cuore

Questo punto è direttamente collegato al precedente. Perché non è detto che il regalo “giusto” debba avere il cartellino del prezzo. A volte i doni più apprezzati sono quelli che il bambino ha creato con le sue mani, frutto di fantasia, creatività e impegno.

Piccoli soprammobili, decorazioni per l’albero, portacandele, cornici per le foto, portapenne: i lavoretti che si possono realizzare con i nostri bambini sono numerosi.

E i piccoli saranno entusiasti di donare ai nonni e/o agli zii un regalo costruito con le proprie mani! Naturalmente da accompagnare con dei coloratissimi biglietti di auguri fatti in casa.  

Quanti regali per i nostri bambini?

Fino alla metà del secolo scorso, Natale era quel giorno speciale in cui si poteva mangiare qualcosa di particolarmente buono e ricevere, magari, un piccolo dono. Oggi per molti bambini Natale è una vera e propria abbuffata di doni.

Scartato un pacchetto, si guarda un attimo e via ad aprirne altri dieci. Sono i bambini a chiedere tanto? Sono gli adulti che si sono abituati a fare tanti regali? Forse entrambe le cose, fatto sta che il troppo, come sempre, non permette di dare il giusto valore alle cose. La quantità non è direttamente proporzionale alla soddisfazione. Più pacchetti non si traduce in una gioia maggiore. Anzi. A questo proposito, gli esperti parlano di “bulimia ludica” e le ricerche attestano che la maggior parte dei bimbi riceve parecchi regali in più rispetto a quelli chiesti.

Certo, tutti amiamo sorprendere i nostri bambini con dei bei regali. Ma il fatto di possedere tanti giocattoli, il fatto di non dover quasi mai attendere per realizzare un desiderio, fa sì che l’entusiasmo per il dono sia meno forte e duraturo. Desiderosi di dare molta gioia ai piccoli, abbiamo privato quella gioia della sua intensità. Che fare dunque? Potremmo provare a fare un passo indietro.

La vera magia del pacchetto sotto l’albero si compie quando quel pacchetto è la realizzazione di un desiderio. Quando in quel pacchetto si nasconde il dono che il bambino ha tanto atteso, che realmente voleva, a cui ha pensato a lungo nelle settimane (magari nei mesi?) precedenti. Pensiamoci quando li aiutiamo a scrivere la letterina a Babbo Natale. Facciamo in modo che non si trasformi in un lunghissimo elenco di prodotti e accessori, magari visti alla pubblicità. Chiediamo al bambino di scegliere due o tre regalini.

Quelli che desidera di più. Perché rifletta e decida e poi attenda con emozione il 25 per scoprire se il suo desiderio si è realizzato.

Un gesto solidale perché sia un Natale felice per tutti

Al mondo ci sono tanti, troppi bambini per cui il Natale non è un momento di festa. Bambini nati in un paese povero o in una famiglia che è in difficoltà. Pensiamo anche a loro. Pensiamo a un piccolo gesto che potremmo fare coinvolgendo i nostri bambini (sarà un arricchimento anche per loro!). Alcune famiglie invitano i loro bambini a scegliere dei giocattoli in buone condizioni, da donare ai bimbi che non hanno giochi.

I giocattoli potranno essere confezionati con cura, magari accompagnati da un bel biglietto di auguri, e poi consegnati a un’associazione/realtà che si occupa di solidarietà. Altre famiglie stabiliscono di fare una donazione per sostenere un progetto in favore di bambini poveri e/o malati. Anche qui, si può parlarne con i propri bambini, magari mostrando loro il materiale informativo messo a disposizione dalle associazioni.

Qualcuno decide di fare una visita alla casa di riposo cittadina, magari portando un vassoio di biscotti cucinati con il proprio bambino. Le possibilità sono tante e ognuno potrà trovare la soluzione che sente più congeniale per colorare di solidarietà il Natale in arrivo.

Per i bambini è un’occasione preziosa per allargare gli orizzonti, aprire il cuore ai bisogni di chi è meno fortunato, apprezzare di più la propria fortuna.

Rallentare e respirare l’aria di Natale

Quante corse, quante giornate che volano via tra mille impegni e ci lasciano stanchi e svuotati. Spesso il periodo natalizio rischia di intensificare i ritmi già serrati della nostra vita quotidiana. Ebbene, e se invece di accelerare ulteriormente, decidessimo di... rallentare? Proprio così.

Ci si potrebbe prefissare come obiettivo quello di assaporare l’atmosfera natalizia insieme ai nostri bambini. Piano.

Con calma. Ritagliamoci dei momenti per noi, per fare una passeggiata mano nella mano con i nostri piccini nelle vie del centro illuminate a festa, così senza una meta, senza l’urgenza di fare acquisti, di fare fare, fare...

Rilassiamoci su una panchina del parco stupendoci per il fiato che si condensa in nuvolette, studiando la forma delle nuvole, giocando con la neve (se dovesse arrivare...). Concediamoci del tempo per osservare lo sguardo incantato dei nostri bambini, per ritrovare dentro di noi quel Natale bambino, quell’entusiasmo e quella magia che aspetta solo di essere risvegliata.

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 51


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