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Gli Antibiotici Naturali

Sconfiggere i microorganismi e rinforzare le difese immunitarie con gli oli essenziali

Luca Fortuna - 20/07/2012




L’utilizzo degli antibiotici allopatici – cioè di origine chimica – è in costante aumento nella nostra società. Secondo i più recenti dati il consumo ha raggiunto dimensioni tali da essere causa di preoccupazioni per la salute e di patologie ancor più gravi dell’infezione per la quale sono stati originariamente prescritti. La ricerca contemporanea si sta concentrando unicamente sull’individuazione di nuove molecole di sintesi, o sulla modificazione di quelle a oggi disponibili, dimenticando, consapevolmente o meno, di avere a portata di mano un infinito serbatoio di sostanze naturali al quale attingere.

Le profonde, fondamentali, differenze tra gli antibiotici di sintesi e quelli naturali sono rintracciabili nei loro effetti a breve, medio e lungo termine. Gli antibiotici di sintesi sono creati con lo scopo unico di annientare i batteri patogeni, anche "sacrificando" quelli benigni, come i batteri saprofiti (la nostra naturale flora batterica), che vivono sempre nel nostro organismo in uno stato di reciproca collaborazione. Gli antibiotici naturali, al contrario, aiutano a sconfiggere i microrganismi agendo da supporto alle difese organiche e non sostituendosi a esse.

L’azione delle piante non è solo quella di uccidere o inibire i batteri, ma anche di rinforzare il sistema immunitario, di favorire la cicatrizzazione e la rigenerazione dei tessuti, di promuovere la disintossicazione del tessuto connettivo e di migliorare la funzionalità dei vari organi. Così si preservano le condizioni di “terreno”, un concetto della naturopatia che va inteso come condizione di salute dell'intero organismo. Quando ci si ammala – come nel caso in cui si contragga l'influenza, la cistite o qualsiasi altro genere di infezione – l’organismo si viene a trovare in una condizione di debolezza. Non è importante solo combattere i batteri patogeni, ma bensì rafforzare le difese immunitarie, in modo da disporre di un “terreno” in cui i batteri non possano proliferare.

Antibiotici e antibiotico-resistenza

Pochi farmaci sono stati in grado di rivoluzionare la medicina moderna come gli antibiotici. La scoperta della penicillina è stato un evento inaspettato e sconvolgente. I medici si sono ritrovati a possedere un rimedio attivo contro le malattie infettive di origine batterica come polmoniti, tubercolosi, meningiti e tifo, e hanno creduto di aver sconfitto malattie così gravi per sempre. L’esultanza però è durata poco. Subito dopo la scoperta della penicillina si scoprì che i microrganismi che avrebbero dovuto essere definitivamente sconfitti erano invece in grado di reagire e di sopravvivere. Quasi subito si sono sviluppati ceppi in grado di resistere alle nuove sostanze antibiotiche. È una battaglia ancora in corso e molti scienziati ritengono che i batteri ne usciranno vincitori.

Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza è in progressivo aumento, e in Italia ha assunto dimensioni preoccupanti: i dati epidemiologici dimostrano infatti come la nostra nazione sia tra i Paesi con frequenze più elevate di microrganismi resistenti agli antibiotici e anche tra quelli con consumi più elevati di antibiotici.

Per contrastare questo fenomeno è importante fornire informazioni corrette sugli antibiotici, sul loro effettivo ambito di utilizzo e sulle credenze errate.

Nemici insidiosi

Le statistiche dimostrano che negli ospedali inglesi sono aumentati i casi di decessi dovuti a infezione: da 100 casi l'anno degli anni ‘90, si è arrivati nel 2005 a 1.600. Tra i principali responsabili si segnala lo stafilococco (MRSA, methicillin-resistant staphylococcus), che sopravvive a tutti gli antibiotici.

In Italia gli ultimi dati sull'antibiotico-resistenza dell'Istituto Superiore di Sanità rivelano un dato preoccupante: l'aumento di 10 volte della percentuale di ceppi di batterio di Klebsiella pneumoniae resistente ai carbapenemi, una classe di antibiotici ritenuti ''salva vita'' nelle infezioni gravi da microrganismi resistenti agli altri antibiotici.

Diventa quindi fondamentale cambiare approccio nell’uso degli antibiotici, che come si è visto sono strettamente connessi con il fenomeno. Per ottenere risultati rimarchevoli non occorre tanto concentrarsi sui batteri, e quindi sulla produzione di “super farmaci”, quanto compiere due passi molto semplici ma fondamentali: 
1 - promuovere concretamente un uso più prudente degli antibiotici che andrebbero prescritti e utilizzati solo quanto strettamente necessari e nelle dosi corrette; 
2 - incoraggiare una maggiore attenzione verso l'igiene personale e verso il controllo e l'isolamento del paziente con infezione, quando necessario, a impedire un contagio.

Le regole per non sbagliare

Le regole fondamentali da rispettare per trarre dagli antibiotici i massimi benefici, senza correre rischi né promuovere lo sviluppo di microrganismi resistenti, sono essenzialmente tre:

  • assumerli soltanto quando servono davvero, su indicazione del medico;

  • usare l'antibiotico giusto, nella quantità giusta, per il periodo di tempo prescritto;

  • evitare il "fai da te" anche quando si pensa di sapere come ci si deve curare.

 

Quando gli antibiotici non servono

Gli antibiotici, o più correttamente gli antibatterici, sono efficaci unicamente contro i batteri. Risultano essere completamente inefficaci, quando l’infezione è virale, micotica o parassitaria. In questi casi il loro impiego è dannoso, poiché indeboliscono le naturali difese dell’organismo, danneggiando la flora batterica che tra le altre funzioni, ha lo scopo di difenderci da virus e funghi. Inoltre non va dimenticato che gli antibiotici manifestano molti effetti collaterali e controindicazioni, in primis l’intossicazione a carico di fegato e reni, che vengono invasi da tossine. Gli organi emuntori e il sistema linfatico si trovano così a dover fronteggiare non solo l’infezione, ma anche l’intossicazione indotta dagli antibiotici, con la conseguenza che l’intero equilibrio dell’organismo viene compromesso.

Antibiotici e malattie da raffreddamento

Contro le malattie da raffreddamento, gli antibiotici servono poco e, nella maggior parte dei casi, per nulla. Influenza e sindromi simil-influenzali, raffreddore, mal di gola, otiti sono quasi sempre provocate da virus, non da batteri, e usare gli antibiotici contro i virus non solo non risolve il problema, ma al contrario lo aggrava. Gli antibiotici possono essere suggeriti dal medico soltanto in casi molto particolari.

Quando si è vittima dell'influenza le uniche strategie realmente utili per tutti consistono in riposo, bere molto, mangiare cibi leggeri e nutrienti, assumere vitamine e ricorrere a rimedi per stimolare le naturali difese, rafforzare l’organismo e facilitare la respirazione purificando l’aria.

Per contrastare le infezioni si possono usare gli oli essenziali certificati per aromaterapia, che hanno dimostrato la loro validità terapeutica in numerosi studi scientifici. Non solo debellano i patogeni, ma sostengono le naturali difese e tonificano l’organismo. Infine, poiché contengono centinaia di principi attivi in proporzione variabile, non c’è il rischio di antibiotico-resistenza, poiché i microbi non riescono ad adattarsi alla loro struttura mutevole.

 

Prevenzione Verde

 

Aggiungere le gocce di olio essenziale direttamente nel boccetto di propoli, agitare bene e lasciar riposare 24 ore. Assumere tutte le mattine e alla sera 5 gocce della soluzione, sciogliendola in poca acqua. Si può usare dai primi freddi fino a primavera per rinforzare le difese organiche.

 

Antinfluenzale Aromatico

 

Emulsionare tra loro gli oli essenziali e versare 2 gocce del mix in un cucchiaio di miele di eucalipto. Assumere due o tre volte al giorno fino a completa guarigione.

 

Per chi si ammala di frequente è utile rinforzare le difese con questo mix:

 

Emulsionare tra loro gli oli essenziali, versare 2 gocce del mix in un cucchiaino di olio vegetale di Calophylla ESSENTHYA e frizionare lungo la colonna vertebrale mattino e sera.

 

In caso di raffreddore, gli antibiotici non servono mai. Il raffreddore è causato sempre e solo da virus.

Il rimedio di elezione contro il raffreddore si compone da:

 

Mescolare tra loro gli oli essenziali. Utilizzare 2 gocce del mix emulsionate in un cucchiaio di miele di timo 4 volte al giorno per tre giorni.

 

La tosse che si può accompagnare o meno all'influenza è uno dei fastidi più comuni nella stagione fredda.

Per trattarla sono indicati rimedi che aiutano a sedarla (tosse secca) o a eliminare il muco bronchiale in eccesso (tosse grassa). In presenza di influenza o mal di gola si associano rimedi che combattono le infezioni e rinforzano le mucose.

Per la tosse grassa:

 

Utilizzare 1-2 gocce del mix emulsionate in un cucchiaio di miele di castagno più volte al giorno.

Per la tosse secca:

 

Utilizzare 1-2 gocce del mix emulsionate in un cucchiaio di miele di castagno più volte al giorno.

 

Infine, non si deve dimenticare l’importanza di un ambiente sano, con aria purificata da germi patogeni, in modo da evitare la propagazione del contagio, rinforzare le mucose respiratorie e facilitare la respirazione.

Mix da diffondere

La miscela di oli essenziali puri INNO ALL’INVERNO, realizzata con una sinergia di Eucalipto globulus, Arancio dolce, Limone e Legno di Hoo si rivela perfetta in casa e nei luoghi di lavoro. È sufficiente diffondere 10 gocce del mix due volte al giorno per un’ora.

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 30


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Categorie: Alimentazione e salute











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