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Impara a usare il corpo correttamente con la Tecnica Alexander

Un metodo antico permette di correggere gli errori posturali che facciamo ogni giorno

Giorgio Scepi - 19/12/2016




Le attività della vita quotidiana sono spesso la prima fonte di quei sovraccarichi funzionali cronici che portano alla nascita del dolore e ne rendono più difficile la risoluzione: sapere quindi come gestire praticamente il nostro corpo (uso di sé) è la principale premessa per la prevenzione, ma anche per la terapia, del mal di schiena e altri dolori cronici.

Queste condizioni non si presentano – com'è facile credere – solo alle persone anziane: ormai è noto che sempre più giovani sotto i trent'anni si ritrovano con il collo deformato perché passano ore con la testa piegata sul telefonino o sul tablet, oppure seduti davanti al computer con posture scorrette.

Inconsciamente abbiamo appreso abitudini e posture dannose che ci portiamo dietro nelle nostre azioni quotidiane: dopo anni di questi atteggiamenti la nostra mobilità viene seriamente compromessa così da renderci vulnerabili a dolori più o meno gravi.

Queste tensioni si producono sin da piccoli: imitando il portamento dei genitori, afflosciandoci sui banchi, seguendo atteggiamenti alla moda, curvando la schiena davanti al computer ecc.

A chi soffre di queste problematiche spesso viene suggerito di “muoversi” di più.

Si dà, giustamente, molta importanza all'attività fisica credendo che questa inizi e finisca in palestra. Ma facendo un semplice calcolo e ipotizzando di avere 16 ore di veglia al giorno per 7 giorni alla settimana otterremo 112 ore di attività durante le quali “ci usiamo” – spesso e volentieri male.

Risulta quindi evidente come qualche ora a settimana di palestra o di ginnastica sono nulla se paragonate alle ore di veglia e di uso quotidiano.

La tecnica Alexander

Con la Tecnica Alexander si apprendono gli strumenti e i processi per migliorare il modo in cui usiamo il nostro corpo durante tutte le attività quotidiane.

La Tecnica Alexander è stata sviluppata nel 1890 da Frederick Matthias Alexander. Lo stesso Alexander definiva con queste parole l'obiettivo primario del proprio lavoro: “Non sei qui per fare degli esercizi o imparare a fare qualcosa correttamente. Sei qui per imparare a far fronte a uno stimolo che ti porta sempre a sbagliare”.

Si tratta di una tecnica rieducativa, autoriparatrice, risolutiva delle cause che provocano dolori e malessere psicofisico. Da qualche anno è stata introdotta anche in Italia e per questo può apparire estremamente innovatrice nonostante la sua efficacia sia stata provata, sperimentata e migliorata per oltre un secolo.

È particolarmente efficace nei confronti di vari disturbi: dal mal di schiena, al dolore cervicale e cronico in genere, ai problemi respiratori allo stress e alla depressione.

La sua efficacia è comprovata da più ambiti, come possiamo notare dalle parole di Barry M. Schienfeld del Community General Hospital di Harris a New York: "Molte persone che soffrono di dolore al collo o alla schiena, e che hanno subito senza risultati applicazioni termiche, terapie ad ultrasuoni e massaggi, possono trovare sollievo con la Tecnica Alexander. È davvero efficace”.

I principi cardini della Tecnica Alexander

  • Riconoscere la forza delle abitudini.
    Nel corso della nostra vita sviluppiamo molte abitudini, le quali spesso vengono percepite come normali. Individuare e riconoscere le nostre reazioni abituali è il primo passo per consentire il cambiamento. Il tuo insegnante Alexander riconoscerà immediatamente le tue abitudini.
  • Apprezzamento sensoriale difettoso.
    La forza dell'abitudine interferisce con la precisione del nostro feedback cinestetico. Questo si traduce spesso in un senso errato di come funzioniamo e limita la nostra capacità e possibilità di cambiamento.
  • Inibizione Conscia.
    Spesso reagiamo automaticamente e abitualmente ai vari stimoli della vita. La Tecnica Alexander insegna a sfruttare lo spazio tra stimolo e risposta per scegliere – consciamente – la linea di azione più appropriata. Si tratta diuna capacità che già abbiamo e possiamo imparare a sviluppare e perfezionare.
  • Direzione.
    Tutti noi abbiamo la capacità di inviare un messaggio dal cervello – attraverso il sistema nervoso – ai nostri muscoli. La Tecnica Alexander insegna come utilizzare questa capacità in modo più efficace con un conseguente più efficiente funzionamento del sistema muscolare.
  • Controllo primario.
    La relazione tra la testa, il collo e la schiena è ciò F.M. Alexander ha chiamato il Controllo Primario. La qualità di questo rapporto determina la qualità del nostro movimento e il funzionamento del nostro corpo.

Di fatto la Tecnica Alexander si differenzia da altre attività in relazione a due aspetti principali:

  • si tratta di una lezione e non di un trattamento. Durante le prime lezioni l'allievo può avere un ruolo passivo, in seguito mettendo in pratica gli strumenti appresi il coinvolgimento diverrà sempre più attivo;
  • non si apprende mediante esercizi prestabiliti.

Queste peculiarità creano un limite nel trasmettere il lavoro mediante una spiegazione di gruppo, verbale o scritta.

Infatti durante una classica lezione vengono combinate indicazioni verbali con delle sofisticate direzioni propriocettive trasmesse da leggerissime pressioni impartite dalle mani dell'insegnante. Una lezione può essere svolta in varie posizioni: mentre si sta seduti oppure sdraiati sul classico lettino, oppure mentre si svolge uno sport o si suona uno strumento musicale.

L'uso delle mani è esclusivo della Tecnica Alexander e rappresenta lo strumento più importante nel processo di liberazione dalle abitudini psicofisiche.

Per saperne di più 

Per diventare un insegnante riconosciuto dalla Society of Teachers of the Alexander Technique – STAT (www.alexandertechnique.co.uk), è necessario frequentare un corso triennale presso una scuola autorizzata.

Il sito della STAT offre un valido motore di ricerca per trovare l’insegnante più vicino, in Italia e all’estero.

L'autore: Giorgio Scepi

Pratica per più di 20 anni arti marziali, dal Wing Chun al Brasilian Jiu Jitsu, in quest'ultima ottiene il podio al Torino Challenge del 2007 (3° classificato) e del 2009 (1° classificato). Negli anni si  imbatte ripetutamente in infortuni e piccoli acciacchi derivanti da allenamenti intensi, inizia così la ricerca di diverse metodologie (fisioterapia, Rolfing e Feldenkrais) senza ottenere un reale giovamento.

Casualmente incontra la Tecnica Alexander della quale inizia a prendere lezioni. Successivamente decide di conseguire il Diploma triennale presso la Scuola di Tecnica Alexander di Milano, riconosciuta da oltre 18 anni dalla STAT di Londra. 

  • blog.tecnicalexander.it
  • 3384450893

 

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Categorie: Critica al Sistema Sanitario


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