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La risorsa dei rifiuti

La raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti permettono di salvaguardare l’ambiente e di avere un buon risparmio economico

Romina Rossi - 04/03/2015




Il Cairo, in Egitto, è una metropoli di ben 23 milioni di persone chiamata garbage city, la città dell’immondizia: qui il popoloso quartiere di Moqattam, che conta 30.000 abitanti, basa la propria economia sui rifiuti. Gli abitanti del quartiere, chiamati Zabellens, gente dell’immondizia, sono specializzati nella raccolta, differenziazione e riciclo della spazzatura. Questo popolo riesce a lavorare oltre 3000 tonnellate di rifiuti al giorno, riciclando l’80% dei materiali e ricavando i soldi che servono per il sostentamento. 

Dall’altra parte del mondo, a nord di Rio de Janeiro in Brasile, all’interno di una delle discariche a cielo aperto più grandi del Sud America ormai chiusa, Jardim Gramacho, lavoravano migliaia di catadores, i riciclatori, che arrampicandosi sulle montagne di rifiuti raccoglievano vetro, ferro e plastica che poi rivendevano alle aziende che fanno riciclo, ricevendo in cambio denaro. 

Si tratta ovviamente di due realtà estreme: sia in Egitto sia in Brasile le popolazioni dedite alla raccolta e al riciclo dei rifiuti sono fra le più povere ed emarginate, vivono in condizioni precarie e inaccettabili, al limite della soglia di povertà. Queste due realtà però sono spunto di alcune riflessioni. 

Non tutti i rifiuti sono immondizia 

Un’indagine svolta nel 2012 da Ispra ha rivelato che in Italia vengono prodotti 32,5 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno; 252,5 tonnellate in tutta Europa per arrivare alle 4 tonnellate mondiali.

Siamo la società dell’usa e getta e dell’immondizia, un concetto contro Natura, dove il concetto di rifiuto non esiste: tutto ciò che termina il proprio ciclo vitale, viene assorbito e rimesso in circolo dall’ambiente.  

Anche noi dovremmo quindi cercare di produrre meno rifiuti possibile 

Come fare? 

Un metodo molto semplice è il riciclo: quando buttiamo via qualcosa, stiamo gettando una piccola ricchezza. Nell’immondizia domestica troviamo: materiali organici, polvere, carta e cartone, stracci e legno, vetri, plastica, metallo e alluminio.

Ma il 99% di ciò che gettiamo può essere riutilizzato per costruire altre cose: ad esempio per la produzione di 1 tonnellata di carta da cellulosa vergine servono: 15 alberi, 440.000 l di acqua, 7600 kwh di energia. Per la stessa quantità di carta riciclata si impiegano solo 1800 l di acqua, 2700 kwh di energia e 0 alberi! Un bel risparmio in termini di materie prime – che ormai scarseggiano – e ambientale.

E il risparmio si ripete per ogni materiale che viene riciclato. Se però gettiamo via tutto insieme, i materiali diventano immondizia, perché si sporcano o si contaminano e diventano inutilizzabili.

Una pattumiera indifferenziata è un grande spreco.

Come scrive il dott. Federico Valeri, chimico ambientale dell’Istituto Tumori di Genova: «La “rumenta” non è un problema, al contrario genera un valore economico notevole». 

Se ricicli guadagni 

Già, perché i Comuni che aderiscono alla raccolta differenziata – i cosiddetti “comuni ricicloni”, arrivati a quota 1328 nel 2014 – possono ricevere contributi economici per ogni tonnellata di materiali raccolti.

Facendo un esempio più concreto: un comune di 100 mila abitanti, che faccia una raccolta differenziata intorno al 45%, potrebbe arrivare a ricevere contributi pari a 1 milione di euro! Un bel gruzzolo che il Comune potrebbe utilizzare per finanziare progetti, servizi e iniziative per il benessere dei propri cittadini.

Il riciclo crea un circuito virtuoso, in grado di:

  • creare nuovi posti di lavoro, sia per la lavorazione dei materiali sia per la ricerca di nuove tecnologie legate alla lavorazione stessa; 
  • finanziare progetti e servizi per la collettività; 
  • diminuire l’accumulo di materiali che vengono gettati nelle discariche o che vengono bruciati negli inceneritori, le cui emissioni sono fortemente inquinanti e tossiche – sospettate di essere cancerogene – per l’uomo; 
  • permettere ai cittadini che differenziano i propri rifiuti di avere sconti sulla tassa sui rifiuti. 

 

Dovremmo seguire l’esempio della Natura produrre beni e oggetti che possono essere assorbiti dall’ambiente una volta terminato il loro utilizzo.

Solo in questo modo avremo un guadagno a tutto tondo: ambientale, economico e salutare

La nuova vita della plastica 

Cosa si può fare con la plastica riciclata? Ecco alcuni esempi: 

  • Componenti dello scooter (pedana, porta targa, vano sottosella, parafango, fiancata); 
  • Cassette per ortaggi; 
  • Occhiali; 
  • Lampade; 
  • Aspirapolveri, scope, palette; 
  • Maglie in pile, gilet imbottiti e trapunte; 
  • Panchine; 
  • Divani, sedie e poltrone; 
  • Shoppers; 
  • Secchi e vasi da fiori. 

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 39


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