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La terapia con gli oli essenziali nel cavallo

Ecco tutti gli oli essenziali per curare le patologie dei cavalli

Francesca Agabio




Un olio essenziale è una miscela si sostanze volatili prodotte naturalmente dalle piante, in piccolissime quantità. Si pensi infatti che per ottenere un chilo di olio essenziale di lavanda vera sono necessari 150 kg di pianta!

È importante sapere che, contrariamente a quanto potremmo dedurre dal nome, non sono affatto sostanze oleose, né grasse, e non hanno nulla in comune con gli oli vegetali. Sono generalmente ottenuti per distillazione.

Come somministrare gli oli essenziali ai cavalli

Nei cavalli la somministrazione degli oli essenziali può avvenire per molteplici vie:

Orale: vengono assorbiti a livello di tratto gastroenterico. Permangono nel corpo circa 6 -12 ore e poi vengono eliminati. Non devono mai essere assunti puri, e non vanno mai somministrati per questa via in gravidanza o durante allattamento. La diluizione può avvenire con miele, acqua o altro olio vegetale. Possono anche essere mescolati a tinture madri, gemmoderivati e fiori di Bach.

Topica: gli oli vengono applicati in punti sulle corone e sui glomi, lungo la colonna vertebrale, o sotto il ciuffo. Possono anche essere efficacemente utilizzati sulle ferite e abrasioni, oppure emulsionati in acqua e vaporizzati. Ancora possono essere applicati, previa tricotomia (rasatura del pelo) e con leggero massaggio, sugli arti in caso di tendinopatie, desmiti e sinoviti, oppure in cataplasmi uniti ad argille; in questo caso saranno ottimi sulle ferite contro le quali hanno un vero potere antibatterico, e dove l’argilla fa da bendaggio protettivo (anche nei confronti degli insetti) sulle parti in cui non è possibile fasciare. Un ottimo veicolo per il massaggio è il gel di aloe. È bene però ricordare che alcuni oli sono fotosensibilizzanti e non vanno applicati se l’animale è esposto al sole:

  • Arancio
  • Bergamotto
  • Angelica
  • Finocchio
  • Cedro
  • Vaniglia
  • Sandalo
  • Verbena
  • Limone
  • Cumino

Olfattiva: il cavallo è particolarmente sensibile all’olfatto e si presta anche molto bene a questa via di somministrazione, anche perché è in grado di darci un’informazione immediata circa la correttezza della nostra scelta, dimostrando piacere oppure repulsione nei confronti dell’olio essenziale che gli stiamo porgendo. Le molecole degli oli essenziali sono in grado di stimolare i recettori olfattivi che inviano a loro volta un segnale al sistema limbico (cervello) e a determinare rilascio di neurotrasmettitori in grado di generare effetti diversi (calmanti, euforizzanti, stimolanti etc..).

Inalazione: sono molto efficaci per tutti i problemi respiratori (fluidificare, decongestionare, lenire le infiammazioni). Nel cavallo l’unico modo, attualmente, è quello di utilizzare le maschere per aerosol dotate di apposito nebulizzatore per oli essenziali. Solitamente si usa una, massimo due gocce. Può essere controindicato in caso di cavalli asmatici (predisposti a broncospasmo) soprattutto l’olio essenziale di Mentha piperita.

Diffusione ambientale: l’ideale è utilizzare i cosiddetti atomizzatori. Ne esistono a corrente e alcuni anche a batteria; si utilizzano da 5 a 10 gocce di olio essenziale in acqua. In questo modo si sfruttano le cosiddette “tecniche di Aromaterapia sottile”: un po’ come avviene per altre terapie “energetiche” come la floriterapia e l’omeopatia, bisogna individuare una sorta di “risonanza“ tra l’energia sottile dell’olio essenziale e l’animale, al fine di ristabilirne l’equilibrio e ottenere la vera guarigione. È possibile in questo modo trattare moltissime problematiche anche di carattere comportamentale o emotivo /emozionale (come il ticchio d’appoggio, il ballo dell’orso), predisporre o rilassare un cavallo in vista di una competizione, oppure ottenere una miglior capacità di concentrazione. Per lavorare a questi livelli si utilizzano piccole quantità di essenze e la finalità non è il trattamento dei sintomi, ma il riequilibrio delle cause che li hanno scatenati. Nel caso di blocchi profondi e soprattutto nel caso delle stereotipie comportamentali è necessario affidarsi ad un terapeuta e non prescindere mai dal fatto che sia fondamentale una corretta gestione dell’ambiente, dello stile di vita e dell’alimentazione del cavallo.

Va peraltro segnalato che l’utilizzo degli oli essenziali, comprendendo molecole chimicamente attive può portare positività ai test per la ricerca delle sostanze proibite durante le competizioni sportive

Alcuni oli essenziali in uso nel cavallo

ARANCIO DOLCE (Citrus sinensi)

Il suo impiego nel cavallo è soprattutto in funzione delle sue capacità di armonizzare e rilassare, favorendo la comunicazione cavallo – cavaliere. È indicato per animali impazienti, eccitabili, impulsivi e iperattivi. Contrasta la depressione e favorisce il recupero delle energie (sovraffaticamento sportivo). Utile anche per sovraffaticamento muscolare. Agisce in particolar modo sulle patologie pelviche (è uno degli oli essenziale per il secondo chakra). Non è tossico né irritante, ma fotosensibilizzante.

BASILICO (Ocymum basilicum)

Agisce fra l’altro sul sistema nervoso, regolando gli stimoli in caso di sovrastimolazione. Utile per favorire la concentrazione pre-gara, soprattutto per discipline che richiedono grande tecnica e precisione (dressage/ reining). Sul piano fisico è indicato per forti dolori muscolari, spasmi con rigidità al tocco. A livello cutaneo agisce come batteriostatico e battericida.

CIPRESSO (Cupressus sempervirens)

In generale è l’essenza astringente per eccellenza; può essere utilizzata per il trattamento dei fluidi in eccesso: sudorazione, diarrea. Promuove la circolazione e il flusso linfatico, utile nei cavalli con deficit circolatori e gambe gonfie. Anche per la tosse. A livello emotivo è molto utile per i cavalli che perdono facilmente il controllo. È una pianta di transizione e può essere di aiuto per elaborare un lutto o una separazione, quando un cavallo perde il suo compagno di paddock, o per le fattrici che hanno perso il puledro e non si danno pace.

COPAIBA (Copaifera officinalis)

Ha una spiccata attività antiinfiammatoria, tanto da meritarsi il nome di “bute degli oli essenziali”. Ottimo in caso di tendinopatie, desmiti, traumi ed ematomi, in cataplasmi con argilla o aloe. Stimola e rinforza le ghiandole surrenali, ed è infatti indicato in cavalli ipotonici e flemmatici. Da non usare in gravidanza.

EUCALIPTO GLOBULUS (Eucalyptus globulus)

È un olio molto attivo. Il più conosciuto balsamico e antisettico polmonare. È anche germicida e rinfrescante dell’ambiente. Utile nei cavalli affetti da COPD, anche nebulizzato nel box o sul fieno. È inoltre una delle essenze repellenti per gli insetti da usare insieme a citronella e geranio. Da non usare in gravidanza.

GERANIO (Pelargonium graveolens)

È l’olio dell’equilibrio e del bilanciamento. Agisce come calmante, in particolar modo se l’irritabilità può essere in relazione a fasi ormonali (cavalle in estro o in fase di transizione). A livello cutaneo ha effetto detergente, mantiene lo stato di idratazione cutanea e il ricambio cellulare. Può quindi essere nebulizzato su criniera e attaccatura della coda in caso di forfora e seborrea.

INCENSO (Boswellia Carterii)

È utile in caso di ansie e paure immotivate. È mucolitico, espettorante, ottimo per rimuovere il catarro più vecchio. Infatti agisce bene, in generale, sulle lesioni di lunga data: sulle ferite lente a guarire e sui vecchi traumi. Nell’animale anziano è un balsamo per il fisico e per la mente!

LAVANDA VERA (Lavanda officinalis)

Uno studio pubblicato sul “Journal of Equine Veterinary Science” nel 2012 ha dimostrato l’effetto calmante dell’olio essenziale di lavanda in caso di stress acuto: nello studio i cavalli trattati con aromaterapia sottoposti ad evento stressogeno artificiale hanno registrato frequenze cardiache e respiratorie significativamente più basse dei cavalli non trattati durante la stimolazione. Scientificamente è anche dimostrata la sua attività antibatterica e riepitelizzante. Inoltre elimina il prurito, quindi può anch’essa trovare applicazione nei cavalli affetti da dermatite estiva (sweet itch).

MAGGIORANA (Origanum majorana)

Se a livello fisico agisce molto bene nel dolore muscolo neurale, un ruolo molto importante di quest’olio essenziale è a livello profondo: può essere infatti indicato nel trattamento di alcuni comportamenti stereotipati come il ticchio d’appoggio o il ballo dell’orso, in funzione della sua azione neurotonica. La sua attività è nei confronti di esemplari iperattivi e irritabili, perciò se la psicosi deriva da una sorta di sindrome da deprivazione sensoriale (se cioè il cavallo ha sviluppato questi comportamenti per mancanza di stimoli) saranno sicuramente più indicati altri oli, come rosmarino o basilico o menta piperita. Un altro impiego è come anafrodisiaco negli stalloni che hanno eccessive manifestazioni sessuali.

MIRRA (Commiphora molmol)

È un altro olio da tenere in considerazione per l’asma, in quanto regola l’ipersecrezione di muco (insieme a Incenso e Timo CT Linalolo). Associato a Incenso e Copaiba è utile in eczemi e dermatiti. A livello emotivo può agire sia da stimolante che da rilassante, ed è un’altra essenza che può trovare indicazione nei casi di stereotipie.

POMPELMO (Citrus Paradisii)

È detossificante, e in quest’ottica viene usato nei cambi di stagione. È anche depurativo e drenante (con Copaiba e Ginepro). Da usare anche dopo interventi chirurgici o malattie debilitanti; oppure nei cavalli stanchi insieme al rosmarino (alla fine della stagione di gare).

THIEVES (miscela di oli essenziali)

Si tratta di una miscela che contiene olio essenziale di chiodi di garofano, cannella, rosmarino, limone ed eucalipto radiata. È un ottimo antibatterico e antimicotico ed è utile applicarlo, puro, nelle lacune del fettone in corso di marcimento (insieme all’olio essenziale di timo e di melaleuca).

Alcuni oli da non usare nelle cavalle in gravidanza:

  • Eucalipto globulus
  • Lavanda stoechas
  • Maggiorana
  • Incenso
  • Ginepro
  • Rosmarino
  • Basilico
  • Salvia

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 48


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