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Laura e Stefano con i loro tre figli Mattia, Adele e Tea

Famiglie a basso consumo

A cura della redazione - 31/03/2014




In famiglia sono in cinque: Laura 37, Stefano 39, Mattia 10, Adele 7 e Tea 3. Si sono spostati dalla città alla campagna, dove attualmente vivono, dopo la nascita del primo figlio.

«Siamo tornati a vivere nella casa dei miei nonni, in un piccolo paesino sulle colline della Versilia in Toscana - ci spiega Laura. Abbiamo vissuto a Milano, ma appena è arrivato il nostro primo figlio, abbiamo avuto pochi dubbi su quale fosse la miglior scelta per noi, e così ci siamo trasferiti, Mattia aveva 6 mesi. Abbiamo lasciato i nostri lavori, sicuri e ben pagati, per tornare a imparare a fare i contadini, allentare i nostri ritmi, diminuire le nostre necessità.
Certo, è stato di grande aiuto avere questa casa di campagna, che essendo appunto stata ”progettata” per essere funzionale, ci ha permesso un inizio più semplice.

Per esempio ha un’ottima esposizione a sud-ovest, la capiente cantina è rivolta a nord, e ha un annesso esterno con un bel forno a legna, davanti a un locale che tutt’ora chiamiamo “telare” perché lì si tessevano lino e canapa. Inoltre c’è un ampio orto davanti casa. Facciamo scuola familiare con i nostri figli, che non sono mai andati a scuola».

Cosa fate per risparmiare sulle spese della casa, ovvero sul consumo di acqua, luce, gas, spese per il riscaldamento?

Quando sono tornata qui, avevo un lucido ricordo del modo di vivere dei miei nonni, con i quali ho passato molto tempo durante la mia infanzia. Ricordo che in casa non c’era mai stata l’acqua calda, il riscaldamento era costituito solo da una cucina economica, l’acqua e la corrente erano tenute in grande considerazione.

Quindi anche se all’inizio, con la mentalità cittadina, abbiamo commesso qualche errore di progettazione (oggi avremmo fatto sicuramente meno lavori), ci siamo ispirati al modello che era sempre stato presente in casa.

Abbiamo pannelli fotovoltaici per produrre energia elettrica, solare termico per l’acqua calda e recuperiamo l’acqua dai tetti per l’orto. Di fatto le uniche stanze calde sono la cucina e il tinello, e a volte la sala che scaldiamo con il camino in giornate particolarmente fredde. Abbiamo una caldaia a gas, che però usiamo pochi giorni l’anno, quando vengono a trovarci i parenti dalla città (per loro è davvero difficile passare dai 23°dell’appartamento a casa nostra!) e in caso di forte freddo. Comunque la temperatura media in casa è di 15-17°, e nelle stanze sicuramente meno, ma abbiamo buone coperte e abbiamo riscoperto il “prete” nel letto.

Ne abbiamo guadagnato in salute, e in intimità, poiché essendo poche le stanze della casa riscaldate, questo invita naturalmente gli abitanti a stare più insieme, più riuniti.

Che cosa autoproducete a livello alimentare?

Siamo onnivori, ma mangiamo carne raramente. Abbiamo le galline e mangiamo le loro uova, ma qualche volta, soprattutto per Natale, anche qualche pollo.

Con grande soddisfazione abbiamo imparato di anno in anno a incrementare il nostro orto. Abbiamo fatto errori, e ne facciamo tutt’ora, la terra è un un essere vivente e come tale c’è bisogno di un continuo dialogo con essa.

L’estate riusciamo a essere praticamente autonomi dal punto di vista alimentare, pur avendo una decina di commensali di media, ma compriamo yogurt, burro, formaggio e farina di grano.

Produciamo farina di mais, conserve, marmellate, pane, biscotti, e, soprattutto d’estate, abbiamo praticamente di tutto nell’orto. D’inverno per ora, ci limitiamo a porri, radicchi, cime di rape, bieta e cavoli.

Usiamo erbe spontanee come borragine, ortica, rucola, tarassaco.

Dove fate la spesa per quello che non riuscite ad autoprodurre, con che cadenza e quanto spendete circa a settimana?

In genere faccio la spesa una volta alla settimana. Prediligo negozi di prodotti sfusi dove ci riforniamo per fagioli, ceci e pasta o mercatini fairtrade. Per i latticini o altro, faccio la spesa alla Coop.

Volendo fare una media, spendiamo circa 50€ alla settimana.

Che cosa autoproducete a livello non alimentare?

Praticamente di tutto! Il bello di questa vita è riscoprire la creatività che si cela dentro ognuno di noi. Quando ti devi arrangiare ti scopri a fare cose impensabili prima.

A me piace molto fare saponi, creme con ingredienti naturali, dipingere e creare ciò che mi serve con i materiali che ho o riesco a barattare. Stefano è un buon falegname, panificatore, elettricista, muratore, potatore.

Per l’abbigliamento ricicliamo tutto; scambiamo abiti tra amiche; partecipiamo a mercatini del baratto 

In che modo vi spostate?

Abbiamo una macchina a metano e un vecchio camper che utilizziamo per spostamenti più lunghi.

Utilizzate la medicina naturale per curarvi? Autoproducete alcuni rimedi?

Fortunatamente, a parte durante i primi 6 mesi di vita di Mattia, i miei figli non hanno mai avuto bisogno di medicine allopatiche.

Ci siamo curati con la medicina omeopatica, ma non ne abbiamo più avuto bisogno. D’inverno aiutiamo il nostro corpo ad affrontare le fredde giornate con la tisana di sambuco. Coltiviamo la camomilla, l’aneto, facciamo oleoliti di iperico, calendula e unguenti vari.

Non sono contraria alla medicina allopatica, ma credo che ne stiamo abusando troppo, rinunciando anche ai vantaggi che ne trarremmo se sapessimo riservarle il posto che le spetta, ovvero ai casi di reale necessità.

Rispetto al vivere sociale, ricercate e avete intessuto rapporti di buon vicinato, di sostegno reciproco con altre famiglie, di scambio del tempo e delle competenze come nelle banche del tempo? Se sì, come avete fatto?

Da quando siamo qui i nostri rapporti con il vicinato si sono intensificati.

All’inizio è stato difficile, perché c’è stato sicuramente un momento di diffidenza. Ricordo ancora un’anziana signora che, vedendomi zappare nell’orto, disse con amarezza: «Ma guarda se si può vedere una, che ha studiato, zappare la terra!».

Ma piano piano c’è stata apertura. Lo stesso luogo ci ha accolto e richiamato a sé.

Quando arrivammo qui, nel borgo c’erano solo pochi anziani, che poi sono morti, e per qualche anno era veramente desolante, ma a poco a poco sono arrivati nuovi vicinanti, molti della nostra età, e abbiamo iniziato a conoscerci, legare, scambiarci incombenze.

Per esempio, la mia vicina ha una mamma anziana e quando parte me ne occupo io. Lei ci ricambia occupandosi degli animali quando ci spostiamo noi. Ma non quantifichiamo niente. Se c’è bisogno, ci aiutiamo.

Quante televisioni possedete e quanto tempo rimangono accese durante il giorno?

Non possediamo la televisione da anni. Abbiamo un computer.

Come trascorrete il vostro tempo libero? Che cos’è il tempo libero?

Noi viviamo ogni giorno la nostra casa, le nostre relazioni, la nostra terra.

Non mi sento di dover passare del tempo libero, perché significherebbe dover aver dall’altra parte un tempo occupato

Qui tutto è intrecciato: mentre zappo guardo mia figlia giocare con l’asino, mentre raccolgo le olive vedo i bambini buttarsi a peso morto sul cumulo delle fascine come fossero reti elastiche, mentre faccio creme e saponi curo la parte femminile di me, vivo estivi dopocena mondani nella corte della mia vicina.

Insomma la frase di Confucio “Trova un lavoro che ami e non lavorerai più tutta la vita” risolve il problema di trovare delle distrazioni durante la giornata!

Come vi sentite rispetto a queste parole: libertà, autonomia, soddisfazione, denaro?

La libertà è una parola molto abusata, e non ho ben chiaro se ci si possa sentire liberi realmente da tutto, ma sicuramente ne ho guadagnata moltissima negli ultimi anni!

Essere autonomi, indipendenti e senza troppe costrizioni mi ha sempre affascinato, fin da adolescente. A volte guardiamo nel piatto e ci accorgiamo che abbiamo prodotto tutto da soli, o magari solo raccolto ciò che cresce spontaneo e questa è una grande soddisfazione, come anche crescere i propri figli, non dovendo delegare ad altri i tempi della nostra vita.

Per quanto riguarda il denaro, è sicuramente importante. Purtroppo siamo ben lontani dal poterne farne a meno! Stiamo però imparando a usarlo solo nelle occasioni dove davvero non si possono scambiare competenze.

 Ti ricordiamo che Laura e Stefano hanno risposto a un questionario, a cui puoi rispondere anche tu: è disponibile on-line sul sito di ViviConsapevole a questo indirizzo bit.ly/FamiglieBassoConsumo. Invitiamo coloro che attuano buone pratiche di riduzione, riciclo, risparmio e autoproduzione a rispondere. Le vostre esperienze saranno pubblicate sulla rivista e sul sito!

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 36


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Categorie: Autoproduzione e Riciclaggio creativo,Decrescita,Naturalmente bambini e genitori





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