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“Mamma, non vedo bene la lavagna”

La salute della vista nei bambini in età scolare: come salvaguardarla

Mariateresa Tartaglia




La vista è un bene prezioso, a tutte le età: le relazioni, l’apprendimento, le innumerevoli azioni della vita quotidiana, il nostro benessere in ultima analisi dipendono anche dalla sua buona salute.

È importante sapere che già dal momento della nascita ha inizio l’esperienza visiva: il nostro sistema nervoso deve imparare a vedere e a finalizzare la visione fin dai primi istanti di vita.

Qualsiasi interferenza in questo processo può causare un rallentamento, un’alterazione o l’arresto dello sviluppo della funzione visiva: i primi cinque anni di vita sono basilari per la visione corretta.

I programmi di prevenzione delle strutture sanitarie (pediatri, screening dell’ambliopia) sono preziosissimi per individuare precocemente i bimbi già a rischio di un alterato sviluppo visivo o purtroppo portatori di malattie oculari.

Le famiglie hanno un ruolo altrettanto prezioso: è solo in famiglia che i bambini possono apprendere le corrette abitudini visive e prevenire quelle cattive. Vediamo nel dettaglio.

Dalla prima infanzia all’università

Stare all’aria aperta almeno tre ore al giorno previene la miopia. Anche la letteratura scientifica lo afferma: una ricerca condotta dall’Università di Sidney sull’incidenza di miopia in età scolare su oltre quattromila bambini tra i 6 e i 12 anni, pubblicata sulla rivista internazionale «Ophthalmology»(Outdoor activity reduces the prevalence of myopia in children di Rose K.A., Morgan I.G., Ip J., Kifley A., Huynh S., Smith W., Mitchell P., vol.115(8), 2008 pp. 1279-1285:1279-85), ha dimostrato che la maggior quantità di luce a cui si è esposti quando si sta all’aria aperta favorisce messa a fuoco e nitidezza (fonte IAPB Italia Onlus).

Ogni ora di luce naturale in più sembra poter ridurre del 2% il rischio di miopia.

Portiamo al parco i bambini, abituiamoli a passeggiare in campagna, fin da piccoli. Incoraggiamo i ragazzi in età scolare a uscire con gli amici piuttosto che passare ore in casa davanti a computer e televisione.

Limitare l’uso di tablet e smartphone, playstation, videogiochi al computer e televisione. È dannoso sia per il sistema visivo in via di sviluppo dei più piccoli, sia per i ragazzini in età scolare, con sfumature leggermente diverse.

Il (pessimo) risultato finale è lo stesso: eccesso di lavoro a distanza ravvicinata con superlavoro della visione da vicino, diminuzione dell’ammiccamento e inibizione della visione periferica, limitazione della motricità sia oculare sia generale, sviluppo di posture scorrette, isolamento sociale, fino a vere e proprie patologie da dipendenza. Non è poco.

Alimentazione. Gli alimenti fondamentali per nutrire e proteggere la vista sono tutti quelli ricchi di vitamina A e in particolare la verdura a foglia verde (ricca di luteina), i frutti a buccia blu come i mirtilli (fonte di antocianine), le mandorle e le noci (ricchi di acidi grassi e omega 3), antiossidanti come le arance rosse di Sicilia e il melone. E ovviamente ridurre i cibi “spazzatura”.

In età scolare

Adeguata illuminazione. Studiare in condizioni di scarsa illuminazione o addirittura al buio mette sotto sforzo il meccanismo accomodativo: mal di testa, deficit di convergenza, difficoltà di messa a fuoco ne sono la conseguenza. La luce migliore è ovviamente la luce naturale; nei mesi invernali, la luce della stanza deve sempre essere accesa insieme al punto luce sui libri o al computer.

Adeguata distanza. La distanza ideale dal piano degli occhi e il libro e il quaderno è almeno di 30-40 cm: facciamo il pugno, appoggiamo alla base del naso le nocche del dito medio, dove appoggia il gomito è la giusta distanza. Al computer è ovviamente maggiore.

Adeguata postura. Il piano inclinato, come nei vecchi banchi di scuola, è l’ideale: la schiena è dritta, gli occhi sono alla stessa altezza e cadono naturalmente sul testo da leggere. Raccomandazioni per la prevenzione dell’affaticamento visivo: invitiamo i nostri bambini a respirare, battere le palpebre, sollevare ogni tanto lo sguardo e mettere a fuoco qualcosa di molto lontano (per esempio alla fine di ogni pagina), a guardare in giro. Osserviamo i loro occhi mentre studiano: sono normali, né strizzati né spalancati? Ricordiamo loro di non aggrottare le sopracciglia e non strizzare le palpebre, di evitare di leggere e studiare se sono stanchi o la luce è scarsa. Per prevenire atteggiamenti visivi e posturali rigidi e scorretti, diamo l’esempio: muoviamo anche noi occhi e collo, cambiamo posizione, alziamoci e allunghiamoci, anche a pause regolari.

Conseguenze delle cattive abitudini

  • Riduzione della mobilità degli occhi nell’esplorare il campo visivo (non sanno dove mettere gli occhi).
  • Riduzione della visione periferica (guardano solo dritto davanti a sé).
  • Difficoltà di seguire oggetti in movimento (le cose vanno per conto loro).
  • Lentezza nell’identificazione e messa a fuoco di cose (e fatti) nuovi.
  • Perdita del contrasto figura-sfondo e della loro posizione reciproca (povertà di dettagli e contenuti).
  • Lettura come abitudine al limite della dipendenza, come per i videogiochi (scarsa socializzazione, isolamento, chiusura).

Scegliere l’occhiale giusto 

Se il nostro bambino o ragazzino deve portare gli occhiali, facciamo scegliere a lui il colore e se possibile il modello.

Questo deve essere adatto al suo viso da bambino: la montatura deve avere il ponte basso, la lente deve abbracciare l’arcata sopraccigliare, le stanghette ben appoggiate alle orecchie, il materiale atossico e possibilmente di celluloide (evitare il metallo o le montature “a giorno”).

Insegniamo al bambino la gestione dell’occhiale: quando lo toglie, che l’appoggi con le lenti verso l’alto; e che siano pulite

Glossario minimo

Ambliopia. Arresto di sviluppo della funzione visiva in età precoce, per strabismo o difetti visivi monolaterali, cataratta congenita, nistagmo. Detta anche “occhio pigro”, è spesso monolaterale. Se depistata per tempo, può essere rieducata.

Astigmatismo. Difetto della refrazione dell’occhio solitamente dovuto a una deformazione della cornea che impedisce una visione perfetta.

Decimi e Diottrie. Con i primi si intende la misura dell’acuità visiva al tabellone, con le seconde il valore delle lenti degli occhiali.

Ipermetropia. Difetto della refrazione oculare: l’occhio è più corto della media e il fuoco dell’immagine cade oltre la retina. Entro certi limiti è compensato naturalmente dal sistema visivo. Può essere correlato con alcune forme di strabismo.

Miopia. Difetto della refrazione oculare dovuto all’eccessiva lunghezza dell’occhio: il fuoco dell’immagine è davanti alla retina. Il bambino miope vede benissimo da vicino e male da lontano.

Strabismo. Deviazione dell’occhio in senso orizzontale o verticale; è definito latente quando naturalmente compensato dal sistema visivo, manifesto quando non lo è. Lo strabismo può avere diverse cause, come diverse possono essere le modalità di trattamento.

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 50


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