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Mangiatoie per uccelli

Quali acquistare e come costruirle da sé per attirare gli uccelli nel proprio giardino

Sergio Abram - 08/01/2012




Un semplice sistema in uso per attirare gli uccelli in giardino consiste nell’installazione di mangiatoie, in cui possono essere collocati vari alimenti. A queste mangiatoie, di forma perlopiù tubolare, affluisce una grande quantità di uccelli, che per alimentarsi sono costretti a sostare spesso aggrappati alla rete elettrosaldata a maglie strette, che ne costituisce la parte laterale, permettendo una facile e buona osservazione delle varie specie. Strutture artificiali di questo tipo si trovano in commercio in diversi materiali, colori, forme e capacità.
L’invito è rivolto sempre all’acquisto di modelli abbastanza grandi, che possano contenere almeno una quantità di semi di arachidi corrispondenti alla capacità di un litro. Infatti, su una superficie maggiore gli uccelli si distribuiscono meglio, senza troppi litigi ed è possibile osservarli anche in gruppo. Inoltre, una maggiore capacità permette una prolungata durata degli alimenti, i quali, altrimenti, andrebbero sostituiti anche solo dopo un paio di giorni dal rifornimento. Se non si trovano in commercio i tipi maggiorati, si può sempre optare per 2-3 strutture di minor contenuto, da collocare più o meno vicine tra loro. Nell’acquistare questo pregevole tipo di mangiatoia occorre osservare bene che la saldatura della rete sia eseguita ad opera d’arte, cioè che non presenti fessure al punto di sutura tra le due parti giustapposte. Se le sezioni non sono ben saldate tra loro, capita sovente di osservare uccelli con le zampe lussate e/o spezzate. Questo fatto porta gli animali a sicura morte.

La mangiatoia auto-costruita
Un altro tipo di mangiatoia, molto in uso, anche perché è di agevole costruzione, è costituito da un vassoio di legno, coperto da un tettuccio, sostenuto da quattro colonne dello stesso materiale. Una struttura di questo tipo ha il vantaggio di poter essere costruita in proprio, oltre che essere rifornita con alimenti diversi, tra cui semi di girasole, semi vari, frutta secca, briciole di dolci e di pane, pezzetti di grasso animale. Gli svantaggi sono rappresentati dal veloce svuotamento del vassoio con il conseguente rifornimento perlopiù giornaliero, dal possibile contatto degli alimenti con gli escrementi, dato che gli uccelli possono entrare nella mangiatoia, e, dall’imbrattamento dell’area sottostante con i tegumenti dei semi. Questo tipo di mangiatoia abbisogna di costante rifornimento e di periodica e minuziosa pulizia, al fine di evitare l’insorgenza di malattie tra gli animali che vi accedono.


Mangiatoia con cingiallegre - foto di Sergio Abram

La mangiatoia a silo
Accanto a questi due tipi ve ne sono altri, tra cui quello di materiale plastico o di policarbonato di forma tubolare con fori lungo le pareti per l’estrazione dei semi da parte degli uccelli, che sostano su sostegni alla base dei fori. In pratica si tratta di una mangiatoia a silo, che, affinché funzioni al meglio, deve essere rifornita solo con semi di girasole, che le cince prelevano, andando poi a beccarli perlopiù sui rami degli alberi e dei cespugli. Per aprire i semi, li trattengono con una zampetta, picchiandovi sopra energicamente col becco, facendo schizzare via il tegumento, che cade a terra. Per tutte le sei specie di cince (cinciallegra, cinciarella, cincia mora, cincia dal ciuffo, cincia bigia e cincia bigia alpestre) è questo il modo per cibarsene, mentre gli uccelli granivori (verdone, fringuello, peppola, lucherino, fanello, frosone, passere ecc.) trattengono i semi nel becco e li aprono per schiacciamento. Merli, ghiandaie e gazze, impossibilitati a prelevare i semi dalle mangiatoie chiuse, li raccolgono da quelle a vassoio o da terra e li inghiottiscono interi.

Mangiatoie a rete - foto di Sergio Abram

La magiatoia-terapia
La collocazione delle mangiatoie nei vari ambienti, assieme ai nidi artificiali, consente di attirare molte specie animali e di offrire loro alimentazione e sito riproduttivo. Alcune specie, attratte dalle mangiatoie e dalle cassette-nido, svolgono un ruolo importante per il contenimento d’insetti, topi e arvicole, indesiderati nelle aree coltivate.
Nei centri abitati sono sovente installate nei pressi d’abitazioni private, di posti di lavoro, istituti scolastici, per disabili e per anziani, ma potrebbero trovare utile collocazione anche presso istituti di cura, ospedalieri e penali. In questi ultimi quattro tipi d’istituti, infatti, le persone ospitate potrebbero beneficiare notevolmente del potere terapeutico e riabilitativo delle mangiatoie (mangiatoia-terapia).
Nei pressi delle abitazioni, spesso standosene comodamente seduti al caldo, accanto a una finestra, è possibile osservare bene gli animali, che per la loro condizione di affamati osano avvicinare gli umani come in altre occasioni non farebbero.

Pettirosso - foto di Paolo Faifer

Come collocarle

Il luogo più adatto per la collocazione è nelle immediate adiacenze di alberi e arbusti, che con i loro rami proteggono gli animali, che vi fanno visita, dall'assalto di predatori come gatti, donnole, uccelli rapaci ecc. La recinzione dei siti di alimentazione con reti metalliche a maglie larghe può essere di utilità per l'attacco da parte dei gatti.
Dov’è possibile è sempre consigliabile installare le mangiatoie elevate di almeno un metro e mezzo dal terreno, al fine di rendere più difficili le irruzioni da parte dei mammiferi predatori.
Alle strutture dotate di sostegno, se questo non è di materiale levigato, è opportuno anche applicare attorno allo stesso, a un'altezza adeguata dal terreno, una protezione (fascia o cono di metallo o di vetroresina, cintura di filo spinato o di ramoscelli pungenti ecc.) per impedire che il gatto o altri predatori terrestri vi si arrampichino.
Pochi animali utilizzano preferibilmente mangiatoie collocate sul terreno. Tra questi ci sono la passera scopaiola, lo scricciolo, il fringuello, il merlo e il pettirosso, che come i topi e le arvicole possono alimentarsi col cibo che altri animali fanno cadere a terra.

 

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 26


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Categorie: Ambiente










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