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Parto naturale: ecologia della nascita

Un nuovo inizio per l'evoluzione umana: incontro con Michel Odent. Il seguente articolo è tratto dalla rivista Consapevole 15 (marzo/giugno 2008).

Marta Carugati - 21/08/2008




Il seguente articolo è tratto dalla rivista Consapevole 15 (marzo/giugno 2008).

“Guarire una sola nascita è guarire il mondo” Jeannine Parvati Baker

A metà gennaio, sulle colline bolognesi avvolte nella nebbia, si è tenuto il seminario “Ecologia del percorso nascita” (1) con Michel Odent: scriverne non è cosa facile, perché quando qualcosa ti tocca nel profondo, il solo linguaggio non basta a descrivere ciò che accade.
Nel fare da messaggera dei contenuti così preziosi di quei giorni, mi pervade un senso di riconoscenza nei confronti di chi leggerà queste righe e di coloro che me le hanno ispirate: Michel e Clara (2).
Al seminario eravamo un bel numero, finalmente tante donne e bambini.
Siamo state attratte non da una motivazione professionale e tecnica, non come professionisti che vogliono rivendere il sapere, ma per dare voce e ascolto ad una parte importante di noi donne.
C'era tra noi chi aveva incontrato Michel Odent l'anno precedente durante una conferenza e chi era già stata ad un suo corso, chi aveva letto un suo libro, chi era lì per sanare una ferita, altre il perché lo hanno trovato partecipando.
Tutte noi abbiamo atteso la metà di gennaio con l'animo di chi aspetta una bella sorpresa, guidate dall'istinto che il corso ci avrebbe fatto bene, che era fondamentale esserci (ora dico necessario). E così è stato tra lacrime e gioia.

Un incontro necessario
Credo che a Michel piaccia parlare alla gente comune, a chi è parte attiva del cambiamento in ogni luogo e tempo; i nomi delle genti si perdono e si fondono insieme nella forza della coesione e della determinazione dell'essere un insieme. I pionieri hanno un grande coraggio, ma non possono essere soli nella ricerca e nella lotta, hanno bisogno di confrontarsi con tutti gli altri, di veicolare il loro messaggio: ed è così che si compie il cambiamento, mettendolo in pratica ognuno al suo posto, uno vicino all'altro e vicino al pioniere, la cui forza e lungimiranza guidano e uniscono.
Michel è un uomo di 77 anni con una pacatezza e un umorismo insoliti e gioviali ed auguro ad ogni donna di incontrarlo sulla sua strada. È nato in un piccolo paese a nord di Parigi e ha vissuto per 23 anni a Pithiviers prima di trasferirsi a Londra dove vive tuttora. Nel 1985 ha fondato il Primal Health Research Centre (
http://www.birthworks.org/primalhealth/databook.html) (3) che si propone di raccogliere e divulgare le ricerche mondiali che abbiano messo in relazione ciò che succede durante il periodo primale (dal concepimento al primo anno di vita) e la salute dell'individuo a lungo termine.
Vorrei ora raccontare di come, incontrandolo, mi sono sentita coinvolta come donna, in un certo senso perfino come madre spirituale (non avendo figli) e come essere umano parte di un ecosistema in grave pericolo.
Ho conosciuto l'anno scorso Michel Odent a "Terra Futura" a Firenze ed è stato un incontro che mi ha segnato profondamente, io non mamma e non ostetrica, ero comunque nel posto giusto al momento giusto e stavo, anzi qualcun'altro per me, stava dando un nome e una spiegazione al senso di responsabilità che mi portavo dentro da sempre. Era come se avessi trovato il capo di un gomitolo aggrovigliato e il mio compito, come donna, fosse sempre stato quello di sbrogliarlo e tessere la trama fluida della vita. La nascita ha in sé un potere che finora ho solo visto nello sguardo dei bambini, il potere di guarirti dai condizionamenti e dalle paure. Non è un momento in cui vivere i condizionamenti e le paure, ma l'occasione di trasformarle attraverso una catarsi (purificazione) concessa a noi donne dal mistero della vita.
Un paio di anni fa ho avuto l'occasione di guardare un video degli anni ’80 sulla nascita nell'acqua del mare del Nord e persino nel lago di Gorky Park a Mosca in pieno inverno: il medico che seguiva questi parti, in Russia, era Igor Charkovsky. Si trattava di una nascita naturale in acqua con tutta la bellezza di quelle donne che partorivano da sole o aiutate da altre donne e che nuotavano poi come pesci con i loro bambini.
Il metodo Charkovsky, per quello che si poteva intuire guardando il video, prevedeva però uno “svezzamento” piuttosto duro, di grande impatto sui bambini: subito dopo la nascita, che avveniva al freddo, i neonati venivano fatti roteare in aria, piroettare su se stessi e gettati di nuovo nell'acqua. Lo shock del freddo e del movimento stimolavano una reazione di difesa del sistema immunitario del bambino, una sorta di reazione di sopravvivenza alla dimensione tra la vita e la morte che caratterizzava i loro primi momenti, tale da renderli più resistenti agli stress successivi della vita. Qualcosa non mi convinceva fino in fondo ma la ricerca per approfondire la tematica mi ha portato a Michel Odent e all'incontro di Firenze.

Studiare l’amore
Come è possibile passare dall’uomo predatore all’uomo ecologico? Era la grande domanda a cui Michel si preparava a dare una risposta a Firenze, in una saletta gremita di donne e bambini.
Per rispondere bisogna comprendere cosa sia avvenuto nella storia umana in una fase molto importante, nel momento in cui, migliaia di anni fa, l'essere umano ha iniziato il lento e inesorabile dominio sulla natura attraverso l'addomesticamento degli animali e delle piante, ovvero con l'avvio dell'allevamento e dell'agricoltura.
Le diverse società hanno trovato nello sviluppo del potenziale di aggressività una strategia vincente per la sopravvivenza umana. Occorre, oggi, rivedere completamente questa strategia che ci sta portando all'autodistruzione, e sviluppare un nuovo concetto dell’esistenza, basato su una nuova socialità, ovvero sulla capacità di amare.
L'amore, come dice Odent, non è più solo un soggetto narrato da poeti e artisti romantici, ma è studiato da diverse discipline scientifiche (etologia, epidemiologia, fisiologia, antropologia): tutte parte alla “scientificazione dell'amore” (4).
L'etologia ha avuto un ruolo molto fondamentale nello studio dei comportamenti degli animali e degli esseri umani, sviluppato tramite l'osservazione: in tutti i mammiferi esiste un periodo subito dopo la nascita – un periodo breve, unico ed essenziale – per sviluppare l'attaccamento tra madre e bambino e il corretto sviluppo sociale. Numerosi studi portano a stabilire una correlazione tra l'alterazione della capacità di amare se stessi e gli altri e il momento critico intorno alla nascita.
L'epidemiologia, studia le conseguenze a lungo termine degli avvenimenti che accadono nel periodo che va dal concepimento al primo anno di età: quando i ricercatori trovano delle correlazioni, esse non rientrano solo nel campo della salute, ma quasi sempre riguardano il campo della socialità, dell'aggressività e della capacità di amare.
Anche nel campo della fisiologia si assiste ad una nuova fase di studio sugli effetti degli ormoni coinvolti nella vita sessuale e nel momento della nascita, e specialmente sul ruolo dell’ossitocina, il cosiddetto ormone dell'amore. L’ossitocina non ha solo il ruolo di favorire, sia nell’uomo che nella donna, alcune funzioni meccaniche (provocare le contrazioni, la nascita del bambino, l’espulsione della placenta, la deiezione del latte, la contrazione della prostata e delle vescicole seminali, le contrazioni uterine durante l'orgasmo per facilitare il passaggio degli spermatozoi), ma influenza anche la sfera del comportamento sociale: viene infatti liberata anche durante le espressioni di amore fraterno e persino condividendo il cibo con gli altri.
Il picco più elevato di ossitocina avviene immediatamente dopo la nascita del bambino, ed è più elevato che in qualsiasi altra situazione d'amore; esso è necessario per il secondamento spontaneo della placenta, senza emorragie. Perché possa esserci il rilascio di ossitocina da parte della madre, deve essere garantito un ambiente protettivo, ben caldo, dove la donna si senta al sicuro, non osservata e possa percepire il contatto pelle contro pelle, guardare negli occhi e sentire l’odore del suo bebè senza essere disturbata.

Non disturbiamo mamma e bambino
L’uomo, a differenza degli altri mammiferi, ha sviluppato enormemente la neo-corteccia, ovvero il cervello dell'intelletto. Durante il parto la Natura mette a riposo durante la neo-cortecca, ma gli stimoli esterni che spesso irrompono con forza sulla scienza del parto medicalizzato (luce potente, uso del linguaggio, rumori, freddo, distrazioni) possono indurre il risveglio della neo-corteccia, e rendere complicato il parto. Vale la pena di ricordare che il dolore del parto non è fisiologico, è un riflesso condizionato e culturale. Abbandonare i vecchi schemi a cui siamo assuefatti, significa riscoprire una sorgente da cui attingere forza per compiere il viaggio verso una nuova consapevolezza dell’umano essere.
Gli antropologi, studiando diversi ambienti culturali, hanno riscontrato come tutte le società umane, con credenze e rituali diversi, disturbino in modo profondo il primo contatto madre-figlio durante il periodo perinatale (dalla nascita al secondamento della placenta), ostacolando lo sviluppo del potenziale di amore.
Queste considerazioni diventano importanti e urgenti, soprattutto in un’epoca in cui si assiste ai limiti del dominio sulla natura e c’è la necessità di inventare nuove strategie per la sopravvivenza.
Vecchie credenze e rituali perdono il loro vantaggio evolutivo, e abbiamo buone ragioni per disturbare il meno possibile i processi fisiologici intorno alla nascita e riscoprire i bisogni di base, ignorati per millenni, della donna e del neonato.
Questa è una sfida del presente che affianca, e forse precede, tutte le altre: ciascuno di noi è chiamato a rispondere, oggi, con coraggio e risoluzione.

Note
1 Seminario residenziale 17-20 gennaio 2008 con Michel Odent
2 Clara Scropetta, Laureata in chimica e tecnologia farmaceutiche, ha studiato in seguito varie discipline "complementari" per giungere ad una visione della salute quale equilibrio dinamico di relazione che si manifesta come bellezza e felicità.
3 Sito web con banca dati degli studi effettuati sulla correlazione tra periodo primale e salute a lungo termine.
4 Michel Odent La scientificazione dell’amore. L’importanza dell’amore per la sopravvivenza umana, Edizioni URRA, 2008.

 

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Categorie: Alimentazione e salute

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