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La magia del fuoco: scaldarsi con la legna

Una casa e una famiglia che si scaldano con stufe e camino

Valerio Pignatta - 09/11/2011




Nel casale sul monte Amiata dove vivo con la mia famiglia (io, la mia compagna e i nostri quattro figli), tutta l’abitazione viene scaldata con due stufe a legna e un caminetto tradizionale normale, che alimentiamo soprattutto a fascine o ceppi grandi che nella stufa non entrano (quelli che non siamo riusciti a spaccare).
La stufa a legna in cucina serve anche per cucinare. Sono anni che non abbiamo più una cucina a gas (nella nostra maniacalità la guerra in Afghanistan a suo tempo ci mise in crisi di coscienza). Inoltre sopra la stufa a legna abbiamo messo un contenitore per l'acqua che contiene 80 litri. Il fumo della stufa, uscendo, scalda l'acqua che mandiamo in tutta la casa per lavarci e lavare i piatti, senza bisogno di pompe. L'abbiamo commissionato a una ditta di Poggibonsi che produce boiler a bassa tecnologia per il terzo mondo. Abbiamo aspettato un po’, ma poi l'hanno fatto anche a noi.
Abbiamo, quindi, sempre l'acqua calda gratis e inoltre, con un dispositivo, abbiamo collegato quest'acqua, che è sempre eccessiva per noi, alla lavatrice, così la stessa non deve scaldare l'acqua per lavare e consuma pochissimo.
Sulla stufa in cucina cuciniamo ovviamente anche d'estate, perché è una stufa che ha una griglia che può avvicinare il fuoco alla piastra, per cui con piccoli legnetti si scalda poco l'ambiente circostante, ma si può cucinare, forno compreso.
Rispetto a un pannello solare il costo di tutto ciò è stato davvero minimo, si parla di circa 300 euro. E non ci sono materiali inquinanti. È un serbatoio di acciaio e basta. La stufa è ghisa e ceramica. Non c'è alcuna tecnologia per cui non dipendiamo da nessuno. Quando la stufa o il boiler sono sporchi li smonto li pulisco e li rimonto.
La stufa che abbiamo al primo piano, nelle camere, è una vecchia stufa in ghisa di quelle cosiddette “a fuoco continuo” che abbiamo da vent'anni e che a suo tempo avevo acquistato usata da un contadino per 80.000 lire e che fa ancora egregiamente il suo lavoro.
La stufa in cucina è invece una stufa economica Nordica (di quelle che vi si può cucinare sopra) che abbiamo trovato in questa casa quando vi siamo venuti ad abitare. Noi ne avevamo una simile e altrettanto vecchia della Sideros, ma siccome scaldava meno (aveva parecchie parti in lamiera mentre questa che abbiamo tenuto è tutta di ghisa e ceramica) l'abbiamo venduta.
La legna sono ormai già due anni (questo cui andiamo incontro è il terzo) che riusciamo a farcela da noi nei nostri boschi, per cui riscaldamento, cucina, acqua calda e lavatrice è tutto gratis. Noi siamo davvero entusiasti di questo sistema. Allo stesso modo stiamo facendo ricerche per trovare sistemi a basso impatto ambientale, a basso costo e a bassa tecnologia per sostituire il frigorifero e la produzione di energia elettrica.

Il camino: il cuore della casa
Il camino è un po' il centro invernale delle nostre riunioni di famiglia serali o delle attività dei bambini durante il giorno e la domenica, se viene qualcuno a trovarci.
Molte persone ci criticano perché un caminetto aperto tradizionale consuma molta legna e "rende" poco. Questo credo sia vero. Noi abbiamo rivestito tutte le pareti del camino di lastre di ghisa così la rifrazione del calore aumenta e rende un po' di più.
Sino ad ora non abbiamo optato per una soluzione tecnologica a camino chiuso per varie ragioni. Innanzi tutto i bambini si sono opposti. Dicono che poi non possono più vedere il fuoco se non attraverso un vetro tutto offuscato, invece così è insieme a noi e ci fa compagnia, lo sentiamo crepitare e tutto è molto più bello. Noi abbiamo verificato (andando in altre case che hanno l'inserto nel camino) che ciò è vero. Non ci sono paragoni. Riguardo al consumo eccessivo, come dicevo, noi l'alimentiamo con tutto lo "scarto" di ciò che non riusciamo a ridurre a una misura per la stufa (ceppi, radici, ciocchi nodosi, fascine ecc.). Le fascine le fanno i ragazzi d’estate e ne fanno un gran mucchio sotto la quercia gigante davanti a casa dove poi le preleviamo al bisogno d'inverno. Normalmente i boscaioli le fascine non le fanno più e bruciano tutta la legna piccola sul posto, ma noi la ricicliamo in questo modo. A noi personalmente questo dispendio di legna non costa nulla, e la presenza reale del fuoco è un toccasana da altri punti di vista e ci ripaga senz’altro (se proprio vogliamo sempre trovare un utile...). Infine, non sarà tecnologicamente efficiente e utilitaristico ma, cosa di non poco conto, non dipendiamo da nessuno. Se si sporca il camino lo pulisco e fine. Non ci sono pompe, circolazione di acqua o di aria o altri marchingegni che poi si guastano, ti spennano e ti fanno maledire il fuoco, il fumo ecc. E se un giorno fa troppo vento e fa fumo (ovviamente non ha lo sportello di chiusura come quelli a inserto) lo lasciamo spegnere semplicemente e ce ne andiamo attorno alla stufa.
Al camino ci si può stare anche da soli senza avere la sensazione di esserlo. Credo sia come il mare. Una presenza reale e viva. Probabilmente abbiamo perso parecchie sensazioni "primitive" di percezione immediata della realtà delle cose, ma qualcosa ancora ci rimane, perché tutti coloro che passano di qui riescono ad apprezzarlo se lo trovano acceso.
Qualche volta ci cuciniamo sopra anche le pizze o le focacce e sono buonissime.
L’unico dubbio che si addensa all'orizzonte è un'informazione che abbiamo avuto ultimamente. Ariele, nostro figlio più grande, ha fatto un corso all'Euz ad agosto (l’Euz è un centro di formazione sulle energie alternative, www.e-u-z.de, ndr) e al suo ritorno ci ha detto che il camino inquina. Infatti, non essendo chiuso, la temperatura raggiunge i 2-300 gradi e alcune particelle inquinanti vengono disperse nell’aria. Invece la stufe, che hanno la camera di combustione chiusa, raggiungono anche 700 gradi per cui tutto viene incenerito. Questo un po' ci ha colpito e dovremmo capire come si può salvare capra e cavoli, ma siamo in alto mare perché appunto sono notizie di qualche giorno e vanno verificate, anche se gli insegnanti dell'Euz non scherzano in quanto a preparazione.
Al momento, la sera, se fa fresco e non si sta proprio bene fuori, ci riuniamo sempre davanti al camino a discutere della giornata o di quello che capita nel mondo. Anche Ariele e Miriam – i nostri figli più grandi – suonano spesso le loro chitarre e si esercitano in quello spazio che è, con molta probabilità, energeticamente e naturalmente molto creativo.

 

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 27


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Categorie: Decrescita,Ambiente

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Commenti

Ciao, innanzi tutto complimenti per la vostra scelta di vita. Visto che anch'io vivo in campagna e alla stessa maniera (ma ancora senza riscaldamento in tutta la casa)vorrei sapere un po' più precisamente com'è fatto l'impianto della acqua calda sulla stufa. é sia acqua sanitaria che per i termosifoni?Se hai tempo e ti va puoi mandarmi anche qualche foto. la mia mail è luigi.p@hotmail.it. Ti ringrazio anticipatamente

luigi perillo - 24 febbraio 2013

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