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White Chestnut, il fiore che ferma i pensieri ossessivi

La floriterapia viene in aiuto quando la mente non si ferma e pensa troppo

Romina Rossi - 16/11/2016




Ti è mai capitato di avere una brutta giornata al lavoro, di essere stato protagonista di una discussione relativa a un dato problema? Il problema per fortuna viene risolto e tutto torna alla normalità. Però la sera prima di dormire ti ritrovi a pensare alla discussione, a ciò che hai detto e che avresti dovuto o voluto dire, a come hanno reagito i colleghi, a ciò che hanno detto loro… Si scatena dentro di te un dialogo interiore a più voci, che analizza di continuo ciò che è successo, ma che in breve diventa come un pensiero ossessivo che non ti fa stare tranquillo e può persino impedirti di dormire serenamente.

Se hai provato una sensazione del genere, significa che hai bisogno di fermare i pensieri ossessivi, quelli che sorgono ogni volta che si verifica un contrattempo, un imprevisto, un qualcosa che disturba la normale routine.

In realtà il pensiero ossessivo, quello circolare (che all’epoca di Bach era definito “stato mentale del disco rigato”), può nascere anche da una situazione positiva che genera un grande stress, come i preparativi di un matrimonio, la laurea, un nuovo lavoro…

È in questi momenti che la floriterapia può dare una grossa mano: il fiore di Bach che aiuta a fermare la mente, a far tacere il torturante dialogo interiore e permette di recuperare la serenità è White Chestnut, l’ippocastano bianco, la maestosa pianta con una caratteristica particolare: quando infatti le foglie cadono dalla pianta, il picciolo lascia sul ramo una piccola cicatrice, proprio come fanno i pensieri persistenti, che alla lunga possono creare disturbi fisici come l’insonnia o la cefalea cronica o il digrignamento inconscio dei denti.

Il fiore della pace interiore 

Secondo Bach la persona nello stato White Chestnut negativo viene invasa dai pensieri nel momento in cui il suo interesse per il presente non è abbastanza radicato. “I pensieri, anche se respinti, ritornano immancabilmente, come in un turbinio, causando una specie di tortura mentale. La loro spiacevole presenza toglie la pace e interferisce con la capacità di concentrarsi solo sul proprio lavoro o, anche semplicemente, sulle cose piacevoli della giornata”.

La persona White Chestnut in stato negativo ha pensieri e preoccupazioni che assillano la sua mente come un disco rotto, è preoccupata di cose che potrebbero o meno accadere, o passa il tempo a “rivivere” la situazione che ha dovuto affrontare durante il giorno, quasi che volesse correggerla, giustificandosi per quanto detto e fatto come se si trovasse davanti a un giudice. Il dialogo interiore si impossessa della persona, tanto che è difficile uscirne da soli, così come è impossibile concentrarsi o restare attaccati alla realtà. Manca la guida interiore, silenziata dai troppi pensieri e dal frastornante chiacchiericcio dell’anima, che indichi la giusta via.

Nella medicina moderna, questo stato viene definito “ruminare ossessionante” e chi meglio di Shakespeare è stato in grado di descrivere l’angoscia di cui sono preda queste persone? Gli esempi più chiari li troviamo nel valoroso condottiero Macbeth o anche nell’indeciso e statico Amleto.

Alla base di questo meccanismo logorante ci sono sia la mancanza di un dialogo, fin da bambini, che fa sì che la persona si crei un interlocutore immaginario e interiore, sia la difficoltà di riconoscere le proprie emozioni, così che ci si ritrova in balia di tutti gli impulsi con cui si viene in contatto e che scatenano i pensieri ripetitivi.

Spazio alla lucidità mentale 

Nello stato White Chestnut positivo, la persona ha a propria disposizione un bagaglio mentale efficiente, al quale può attingere in maniera mirata senza esserne dominato; grazie alla calma e alla lucidità mentale acquisite, la guida interiore può finalmente indicare la giusta via da seguire o la soluzione al problema.

Nello stato positivo torna anche la concentrazione, così che il lavoro diventa più efficiente, mentre le energie mentali si rafforzano e possono essere usate in modo costruttivo per i necessari processi mentali.

Il rimedio è utile anche nei casi di insonnia, quando ci si sveglia in preda ai pensieri e non si riesce più a riprendere sonno. 

Le frasi tipiche di White Chestnut 

“Mi preoccupo tutto il tempo”

“Non riesco a smettere di pensarci”

“In questo periodo soffro di insonnia”

“È un pensiero fisso!” 

Provalo così! 

Sebbene il modo migliore per sperimentare l’efficacia dei fiori sia quello di fare un colloquio approfondito con un floriterapeuta, così da personalizzare la scelta dei fiori per le proprie esigenze, ti segnalo di seguito alcune miscele utili per queste occasioni:

  • se si parla spesso da soli, o si hanno pensieri di cui non ci si riesce a liberare: White Chestnut, Clematis, Pine;
  • per superare un esame o un test scolastico: White Chestnut, Gentian, Elm, Clematis, Larch;
  • per problemi di linguaggio o balbuzie: White Chestnut e Vervain. 

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 46


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Categorie: Critica al Sistema Sanitario

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