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 Esattamente 100 anni fa, il 7 novembre 1910, moriva il grande scrittore russo Lev N. Tolstoj. Nell'anno del centenario della morte si sono svolti, e si vanno svolgendo, in varie città d'Italia, numerosi convegni e incontri, sia accademici che organizzati da associazioni e assessorati alla cultura, sulla sua figura. Tolstoj è uno degli scrittori in assoluto più amato di ogni tempo ed ha avuto anche un impatto di non poco conto sulla politica internazionale del Novecento e sulle scelte etiche e sociali di numerose persone nel mondo.
Ma tutti questi convegni, come quello internazionale di aprile organizzato a Gargnano (BS) dal Dipartimento di studi linguistici, letterari e filologici dell’Università degli Studi di Milano dal titolo: "La sincerità di Tolstoj – Letteratura, pensiero e vita a 100 anni dalla morte", e cui hanno partecipato studiosi provenienti da atenei e istituti italiani e stranieri (ad esempio, l’Accademia delle Scienze di Mosca, il King’s College di Londra, il Museo Tolstoj di Mosca), hanno affrontato i contenuti del pensiero tolstojano solo da un punto di vista prettamente letterario.
Il Tolstoj della svolta etica, quello della crisi interiore dei cinquant'anni che lo ha spinto a dichiarare che tutto quello che aveva scritto prima (i suoi capolavori letterari) erano “sciocchezze” (Diari, 6 dicembre 1908) e che solo l'impegno spirituale, etico e sociale in cui si stava immergendo gli dava un senso per giustificare l'esistenza, non viene citato. Questa sua intima “conversione” non viene mai presa in considerazione o viene riportata solo di sfuggita. Eppure fu una crisi che lo spinse quasi sull'orlo del suicidio e dalla quale uscì solo leggendo il Vangelo, prima traccia spirituale che allargò poi anche ad altri autori orientali come il taoista Lao tze, Confucio o il Buddha. Il neo-Tolstoj politico-religioso scrisse qualcosa come più di duecento saggi sui temi più disparati dell'impegno politico, religioso e sociale: nonviolenza, antimilitarismo, povertà delle classi meno abbienti, alfabetizzazione per tutti, boicottaggio dello stato e delle chiese, nobiltà dell'agricoltura, difesa della natura, libertà dell'essere umano, vegetarianesimo, abolizione della caccia ecc. Una visione a trecentosessanta gradi che si è rivelata nei decenni successivi davvero profetica e che ha incantato già al suo tempo personaggi come M.K. Gandhi che fecero dei principi di rispetto della vita tolstojani un percorso interiore e politico dalle conseguenze inimmaginabili. Influenze che portarono ad esempio un paese come l'India a liberarsi dal dominio inglese proprio attraverso la pratica della nonviolenza di tolstojana memoria.
Valerio Pignatta – Amici di Tolstoi “Gli Amici di Tolstoi” è un gruppo di ricerca nato nel 1990 con lo scopo di far conoscere la personalità e l'opera di Tolstoj nella sua interezza, con riguardo quindi anche alle sue doti di grande ricercatore di verità ed eccellente divulgatore di messaggi di pace, giustizia e amore.
Approfondimenti online: http://digilander.libero.it/AmiciTolstoi/ http://www.liberospirito.org
Leggi un ulteriore approfondimento sul pensiero politico e sociale di Tolstoj sul Consapevole 24 in uscita a gennaio 2011.
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