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Ancora sui vaccini: la libertà non è un’opinione




Bologna, Padova, Roma, Pesaro sono alcune delle città che in questi mesi sono state teatro di manifestazioni- fiume per dire no al decreto Lorenzin.

Per riassumere brevemente: il decreto ad oggi, 26 luglio 2017, pone l’obbligo vaccinale nella fascia 0-16 anni per 10 malattie e l’assolvimento di tale obbligo come requisito indispensabile per iscrivere i bimbi di fascia 0-6 al nido e alla scuola materna.

Tante persone che dirigono e lavorano in Macrolibrarsi e in Gruppo Editoriale Macro hanno calpestato quelle piazze insieme a tanti altri genitori, nonni, cittadini per manifestare il proprio dissenso nei confronti di un decreto che ha spaccato e diviso l’opinione pubblica.

Purtroppo di queste manifestazioni non è passato nulla nei mass media: giornali, televisioni e radio non ne hanno mai parlato, nonostante la partecipazione sempre considerevole dei cittadini.

È difficile parlare di un tema così caldo e divisivo: solitamente chi è convinto di una posizione rimane tale e si schiera ancora di più. In questa sede possiamo proporvi di riflettere su alcuni fatti, in modo da non dare nulla per scontato.

Possiamo dire che al momento non ci sono studi scientifici che dimostrano che la somministrazione di 10 vaccini in più dosi nel corso del primo anno di vita sia privo di rischi per il lattante.

Possiamo ricordare che i vaccini sono farmaci a tutti gli effetti e come tutti i farmaci hanno un bugiardino. Nel bugiardino che li correda sono elencate le possibili reazioni avverse.

Possiamo anche dire che in Italia c’è una legge, la 210/92 secondo la quale “chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge”.

Possiamo ricordare che la vaccinazione è obbligatoria, ma la legge impone che il genitore firmi il consenso informato relativo agli eventuali rischi e reazioni avverse affinché i sanitari possano procedere alla vaccinazione del minore.

Anche solo questi punti, se analizzati con spirito critico, possono portare, secondo noi, a una riflessione che non si ferma alle posizioni della propaganda governativa.

La libertà non è un’opinione: la libertà di scelta di cura, il diritto allo studio, il diritto di decidere sulla nostra vita sono valori inviolabili della persona.

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 50


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Categorie: Critica al Sistema Sanitario


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