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Niente usa e getta e … si porta la sporta!

Intervista ad Elvira di Donato - Francesco Rosso

- 26/06/2012




La rete commerciale italiana è sicuramente fra le maggiori utilizzatrici di Packaging al mondo. Di cartone, di plastica, di metallo, di tetrapak, di alluminio… i materiali che vengono utilizzati per richiamare l’attenzione dei consumatori sono una quantità immane che ogni anno come rifiuto contribuisce in maniera sostanziale all’inquinamento del nostro pianeta. Un tempo tutto ciò non esisteva. In bottega tutto era sfuso e si riutilizzavano gli stessi contenitori.
Elvira, proprietaria della “Bottega su Misura”, ci racconta come e perché ha detto no al packaging.

Cosa ha spinto te ed Antonio ad aprire "La bottega su misura"?
Eravamo stanchi di fare la spesa al supermercato, costretti a percorsi obbligati tra gli scaffali e a soste interminabili davanti a montagne di prodotti che spesso di diverso hanno solo il packaging. Non ne potevamo più di portare a casa sacchetti di plastica pieni di involucri destinati a riempire la pattumiera. Involucri soprattutto di plastica, il materiale più difficile e meno conveniente da riciclare. Eravamo stufi di prodotti sempre uguali, di qualità mediocre, a prezzi sproporzionati al loro valore. Sentivamo il bisogno di un posto dove fare la spesa comprando solo quello che ci serviva, di buona qualità e a prezzi giusti. E allora, seguendo alla lettera l’insegnamento di Ghandi, “Sii il cambiamento che e vuoi nella tua società“, abbiamo deciso di mettere su bottega. Una bottega su misura. Su misura perché risponda alle esigenze di chi compra, su misura perché vendiamo soprattutto prodotti sfusi, nella quantità richiesta. Niente usa e getta e … si porta la sporta!

Quando ha aperto la Bottega e quale è stato il suo percorso fino ad oggi?
Abbiamo aperto due anni fa, inventandoci tutto. Abbiamo passato giornate a cercare fornitori,  alcuni accoglievano con diffidenza la richiesta di fornirci prodotti da vendere sfusi, altri ci hanno capiti e incoraggiati. È stato difficile anche trovare o inventarsi sistemi di erogazione che garantissero funzionalità e igiene.

Che tipo di prodotti proponete?
Pasta, legumi, cereali,  frutta secca, vini, detersivi alla spina, saponi in al taglio, pannolini lavabili, assorbenti lavabili e coppette mestruali, cosmetici ecobio.



Come hanno reagito i cittadini di Novara a questo nuovo/vecchio modo di fare “bottega”? E’ stata apprezzata e compresa l’assenza di confezioni?
La parola che più frequentemente pronunciano i nostri clienti la prima volta che entrano è: “Finalmente!” . Certo, ci vuole un po’ di impegno per cambiare le vecchie abitudini, ma una volta che ci si abitua, diventa automatico portarsi dietro, insieme al portamonete, anche la sporta e i contenitori. Anzi, i contenitori da riempire diventano una sorta di promemoria per ricordarsi di cosa manca in casa.

Ma si riesce a trovare proprio tutto sfuso?
Noi non siamo ancora riusciti a trovare tutto. Per i legumi e i cereali non c’è problema. Per i detersivi alcuni impongono il franchising, altri non sono disposti a fornirli sfusi, per cui magari c’è un produttore dietro l’angolo, ma bisogna rivolgersi a quello di un’altra regione. Molti produttori si stanno attrezzando per la vendita dei detersivi alla spina, anche dietro la spinta di amministrazioni che adottano iniziative per spingere i comportamenti dei cittadini verso la minore produzione possibile di rifiuti. Noi abbiamo incontrato l’approvazione della nostra amministrazione e ci aspettiamo che seguano azioni concrete, soprattutto per quanto riguarda i pannolini lavabili, per i quali abbiamo proposto un progetto sul quale l’assessorato all’ambiente e quello ai servizi sociali stanno meditando, ormai da parecchi mesi. Intanto le montagne di pannolini usa e getta crescono. Pensa che nel 2010 a Novara sono nati 924 bambini che hanno prodotto rifiuti indifferenziati in pannolini per un peso di circa 485.100 kg. Nell’arco di 3 anni quei  924 bambini (non considerando quelli nati negli anni successivi) avranno riempito la città di 1.530 tonnellate di rifiuti indifferenziati il cui costo di smaltimento graverà sulla città intera.

Mi è capitato di chiedere ad un negozio di alimenti naturali perché non teneva lo sfuso visto che si riteneva amico della natura. La sua risposta è stata “L’usl non lo consente”. Cosa ne pensi?
È difficile capire cosa è consentito vendere sfuso e cosa no, anche per le usl. Per alcuni prodotti non è consentito. Per altri, dipende dall’interpretazione della normativa. Noi vendiamo anche con vuoto a rendere, soprattutto i vini, che è il prodotto dove questa formula trova maggiormente favore sia tra i produttori che tra i consumatori. Per altri prodotti è difficile trovare fornitori. Alcuni sembrano provare un particolare piacere nell’arricchire di involucri e contenitori i loro prodotti. Ha presente il farmacista che incarta la scatola dell’aspirina e poi la consegna al cliente dopo averla infilata nel sacchetto di plastica? Di solito io dico “No, grazie!”. Una volta un farmacista ha replicato che il sacchetto era in mater-bi. Sì, ma a che serve? Se penso che mia mamma ci rimprovera anche se raccogliamo dagli alberi la frutta che non mangiamo… Dice che è uno spreco inutile, che la natura sa riprendersi e riutilizzare quello di cui possiamo fare a meno.


“La Bottega su Misura” si trova a Novara al numero 18 di via Valsesia, a Santa Rita.
Per maggiori informazioni
http://www.labottegasumisura.eu

 




 

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