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Troglo o persona libera?

Scopri a quale categoria appartieni e come liberarti dagli atteggiamenti negativi che non ti permettono di prendere il volo

Emanuele Maria Sacchi - 30/01/2014




Hai presente quelle persone che parlano sempre di se stesse, dei loro successi, delle loro esperienze, del fatto che certe cose le conoscono da anni e naturalmente le applicano da sempre, loro, quelli che parlano solo ed esclusivamente di se stessi e non chiedono mai nulla di te, ti ignorano, ti escludono?
Poi ci sono anche quelli che parlano sempre e solo di se stessi ma in termini negativi: quelli che parlano sempre dei loro problemi (come se tu non ne avessi mai), ti dicono che non hanno mai tempo (come se tu ne avessi da sprecare), ti raccontano che sono sempre pieni di lavoro e che la mole dei loro impegni è in continuo, costante aumento (come se tu non avessi niente da fare), si lamentano del traffico che hanno incontrato e dei disagi che hanno dovuto affrontare e non chiedono mai nulla di te, non ti riconoscono; per loro semplicemente non ci sei!

Ecco, questi personaggi così negativi, in tono ironico io amo chiamarli i “troglo” (da troglodita).

Ne conosci qualcuno?

Mi piace pensare che dentro ognuno di noi abitano due anime profondamente diverse: da una parte c’è il lato oscuro, negativo e perdente; probabilmente in ognuno di noi c’è un piccolo “troglo”!

Dall’altra parte c’è una pepita d’oro, una scintilla di Dio, un’energia immensa e positiva che ci parla di bene, di forza e di carisma.

Identikit della persona libera

Se c’è una cosa relativa alle scienze umane su cui non sono d’accordo, è il fatto di essersi quasi sempre concentrati sul curare i “malati”, mentre a mio avviso sarebbe stato ugualmente importante scoprire i segreti dei “sani”.

La psicologia, per esempio, ha utilizzato fiumi d’inchiostro per trattare di malattie e di salute mentale, ma pochissimo si è scritto su come raggiungere la salute mentale. Ci si concentra sui sintomi di depressione, ansia, nevrosi e non si analizzano con uguale fervore le persone psicologicamente sane per comprenderne le strategie.

Già, conosciamo tutti persone spesso tristi o facili all’ira o prive di vitalità, ma le altre persone, quelle più felici, più allegre e che si sentono più realizzate, come fanno? Le persone più felici, pur nella loro diversità, cosa hanno in comune? Quali pensieri fanno, come si svegliano al mattino e come rincasano la sera, cosa dicono, quali sono i loro comportamenti distintivi e come affrontano la vita?

E soprattutto, queste persone emozionalmente così evolute, in che cosa ci assomigliano e cosa potrebbero, invece, ancora insegnarci?

Queste persone, che io chiamo “persone libere” sono diverse da gran parte della gente.
Sono esenti da timori inutili e da sudditanze psicologiche.

Sono persone assai differenti fra loro eppure hanno un tratto in comune:
il pieno possesso di se stesse e una sana indipendenza, la libertà appunto.

Accettare la vita nella sua interezza

La prima cosa, quella che si nota immediatamente, è che della vita amano praticamente tutto:
non sciupano il tempo a rammaricarsi, né si intristiscono pensando alle occasioni perdute.

Sono entusiaste della vita e vogliono ricavarne tutto quel che possono.

Amano il sole, così come la nebbia, il vento, il freddo come il caldo, insomma, tutto.
Non passano il tempo a lamentarsi, hanno certamente cose ben più importanti da fare.
Se piove, per loro va bene; l’aria si rinfresca e si fa più pulita. Se fa caldo, invece di sbuffare, si lasciano accarezzare dal sole.

Se sono bloccate in un ingorgo stradale, o il volo delle 18 è stato cancellato, o se il ristorante è chiuso per turno, la prendono con spirito. Se si sentissero domandare cosa non amino, avrebbero difficoltà a dare una risposta immediata.

Loro prendono quel che c’è, bene attenti a non lasciarsi sfuggire nulla.

Accettano la vita nella sua interezza e l’amano compiutamente.

Sono libere dalle angosce e dal senso di colpa, non si tormentano pensando alle cose passate, paralizzando il loro presente e oscurando il loro cervello. Molto raramente sono preda dell’ira. Piuttosto che arrabbiarsi, se ne vanno o cambiano argomento.

Non amano combattere, specialmente se ciò li allontana dalla pienezza e dal sapore della vita.

Vivere nel presente

Queste persone vivono soprattutto nel presente, non nei ricordi del passato o nei sogni del futuro.

Non si sentono minacciate dall’ignoto; anzi, si cibano di esperienze varie e insolite e vanno a caccia del nuovo.
Sono persone che hanno la capacità sopraffina di trarre ogni piacere dalla vita di tutti i giorni.

Spesso sono gioiose, perché hanno compreso che è sciocco aspettare la gioia.
Di conseguenza le vanno incontro, la cercano e la trovano. Insomma, la scelgono.

Il loro è un modo spontaneo di vivere, del tutto simile a quello di un bimbo.
Indipendentemente dalla loro età, hanno negli occhi la meraviglia e tutti i colori dell’arcobaleno e molti altri.

Le persone libere nutrono nei confronti di ogni donna e di ogni uomo un amore, una curiosità e un trasporto fortissimo. Sono attratte dal miracolo dell’umanità. È che non si confondono con l’altro, non si annientano con l’altro; interagiscono vivacemente, senza mai perdere il rispetto e l’identità di se stesse.

Essere anticonformisti

Trascorrendoci del tempo insieme, noterai in loro una certa mancanza di conformismo.

Non sono ribelli, ma compiono le loro scelte anche se queste sono in conflitto con quelle di molte altre persone. Sanno ignorare certe piccole convenzioni a cui non attribuiscono alcun senso e che invece rivestono molta importanza nell’esistenza di tanti.

Non seguono necessariamente la corrente, né si sentono in obbligo di frequentare una classe sociale o certi ambienti.
Non mandano cartoline con i saluti se lo sentono come un fastidio.

Praticano la fermezza e la libertà di scelta.

In compenso regalano attenzione e cortesia con estrema generosità.

Appartengono a se stesse, e se da un lato riconoscono l’importanza della comunità e delle sue regole, dall’altro rifiutano di esserne schiave e di sacrificarsi inutilmente per essa.

Le persone libere ridono spesso e di gusto. Lo fanno in moltissime situazioni.
Anche in questo sono contagiose, infondendo allegria e buon umore in chi li circonda.

Amarsi per quello che si è

Non è gente cupa, afflitta, che naviga nel mare della vita trascinandosi con fatica.
È semplicemente gente vivace, talvolta criticata dai pessimisti cronici perché considerata inopportunamente frivola o infantile.

Accettano il loro aspetto con serenità. Se sono basse, va bene così; ma altrettanto vale se sono molto alte. Due occhi azzurri sono belli, così come due occhi scuri, espressivi e profondi. Una capigliatura folta è gradevole, così come sa essere interessante la calvizie.

Non discutono eccessivamente il loro aspetto fisico, né questi è per loro motivo di rammarico.

Semplicemente si accettano, e probabilmente si trovano anche piacevoli, vuoi per l’espressione del viso, vuoi per l’andatura elegante, vuoi per le mani curate, vuoi per qualcos’altro.

La mortificazione non trova spazio nei loro pensieri, né si scusano di come sono.

Evitare gli ostacoli

Le preoccupazioni che paralizzano tanta gente, loro le vedono come seccature di minore importanza.
Sanno spesso scrollare le spalle e fare come se niente fosse, consapevoli che molti ostacoli, invece di essere affrontati, possono essere tranquillamente evitati.

Mentre la maggior parte della gente si sente facilmente minacciata da fattori esterni ed è vulnerabile e influenzabile dagli altri, le persone libere non sanno cosa voglia dire essere minacciate.

Così, mentre altri si lasciano conquistare dall’ira o dal risentimento, loro si sentono, e meravigliosamente sono,

i titolari del loro destino;
i protagonisti, nel bene e nel male, delle loro scelte.

Niente di più e niente di meno.

Coltivare la salute fisica e mentale

Le persone libere si ammalano raramente.

Soprattutto non passano il tempo a raccontare dei loro mali, della loro stanchezza o del loro stress.
Non cercano commiserazione, ne tanto meno pietà.

Invece conosco molte persone che vagano con un carcere di massima sicurezza nel cervello e una paralisi nel cuore; si trascinano stancamente verso il divano della sera, si buttano sui sospiri e i risentimenti e non si accorgono che la vita li trapassa, lasciandoli in disparte e indifferenti, senza scosse, né palpiti, né salti.

Al contrario, come credi che reagisca una persona libera quando qualcosa di negativo la butta pesantemente a terra?
Resta prostrata sul marciapiede, maledice il destino, si rintana in una sala d’aspetto e perseguita a piagnucolare perché si è fatta male o qualcuno è stato cattivo con lei?

No.

Si alza, si sistema l’abito, e riprende la sua strada, abbracciata alla vita.

La persona libera non cerca affannosamente la felicità:
vive pienamente, e la felicità le corre incontro da sola.

 

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Articolo tratto dalla rivista nr. 35


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Categorie: Crescita Personale





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