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A rotta di collo…!

www.centrofondi.it - 22/05/2009




Sul fronte delle notizie economiche stiamo assistendo ad un bollettino di guerra con diminuzioni di percentuali che riportano indietro di molti anni le economie considerate più avanzate, addirittura l’Inghilterra, la cui economia è tra le più agonizzanti, paga un premio di rischio (CDS) più che doppio (127) rispetto a Giappone (58) o alla Germania (53). E come meravigliarsi se già parecchio tempo fa avevamo avvisato che il debito privato degli inglesi aveva oltrepassato addirittura il PIL?

Le banche centrali hanno abbassato il costo del denaro, come da copione, con i tassi ai minimi storici, roba mai vista prima di oggi con gli Usa allo 0,25% , la Svizzera allo 0,5% e Inghilterra all’1%, mentre dietro segue la BCE al 2% per avvantaggiare e aiutare, come sempre, i paesi anglofoni.

Addirittura possiamo intravedere anche un nuovo rischio di carry trade da parte degli speculatori, magari questa volta più sull’euro che può ammortizzare meglio essendo l’economia più vasta. Inevitabile comunque l’apprezzamento della valuta europea nei confronti dei paesi con i tassi più bassi. Secondo noi ad autunno dovrebbe finire il ciclo di medio periodo del rapporto euro/dollaro e questo potrebbe sancire la morte del dollaro che potrebbe arrivare nei mesi seguenti anche a 2 dollari per un euro con tutte le conseguenze che comporta per noi e per loro.

Nel contempo il grafico shock della crescita della massa monetaria ci dimostra come si voglia continuare con la solita vecchia medicina a dosi questa volta di una forza inusitata!
E non si smentisce nemmeno il governo italiano che non trova altri rimedi migliori che i soliti e inutili incentivi all’auto e ai frigoriferi. Molti economisti di regime dicono addirittura che la crisi durerà pochi mesi e i media nascondono sistematicamente le notizie che provengono dall’est Europa e che parlano di moti popolari.
Paesi, come la Lituania, Lettonia, Bulgaria, ma anche la stessa Polonia, stanno avendo il contraccolpo dell’entrata nell’euro con un’impennata del PIL dato dalla delocalizzazione delle imprese dell’area euro che trovavano lì manodopera a basso costo e sgravi fiscali, poi la solita politica delle privatizzazioni pilotate per appropriarsi dei beni pubblici e la distruzione dell’agricoltura per rendere quei paesi sempre più dipendenti dalla globalizzazione. Nel momento in cui le imprese si sono spostate in Asia per andare a trovare migliori condizioni di sfruttamento con la crisi economica globale, ha gettato nel baratro questi paesi che adesso hanno dato vita a insurrezioni, molte delle quali represse duramente dalla polizia.

Questo silenzio non fa bene, perché non fa riflettere le persone sulla gravità della crisi in atto e rende le persone passive e impreparate. Crisi questa che noi abbiamo da sempre definito sistemica e destinata a cambiare radicalmente l’economia e l’assetto sociale attuale.

Va detto però che tra le notizie di stupri, episodi di razzismo contro immigrati, le intercettazioni, la riforma della giustizia, il negazionismo e l’eutanasia, filtrano delle dichiarazioni importanti che devono far riflettere. Ci riferiamo alla dichiarazione del Presidente Napolitano, riportata dal TG1 l’11 dicembre scorso durante il resoconto di una manifestazione pubblica: “Crisi di non breve durata della quale sarà difficile avere ragione e dalla quale potrà uscire un mondo molto diverso da quello attuale”.
Oppure quella del presidente della Camera Fini riportata dal TG2 del 2 febbraio scorso: "Stiamo vivendo tempi che richiedono risposte innovative e lungimiranti perché le scelte odierne avranno ripercussioni decisive nel futuro. Perché non stiamo vivendo una crisi congiunturale, ma una fase di trasformazione strutturale, forse irreversibile, nelle economie europea e mondiale."
Sono affermazioni importanti e gravi a cui però dovrebbe seguire fatti conseguenti e invece rimangono solo parole che passano il più delle volte inosservate perché inserite in manifestazioni pubbliche e in servizi che durano solo pochi secondi. Nessuno però potrà rimproverarli di non avercelo detto…

L’oro sta avvalorando la fuga dalla carta straccia (azioni, obbligazioni, valute ecc.) perché in euro ha toccato i massimi storici. E una certa difficoltà a reperire oro fisico, riportataci da un operatore del settore, fa pensare che molti stiano cercando nell’oro la tranquillità che altri settori non offrono.

Molti sul web azzardano che il crollo vero e proprio inizierà a marzo, ma la cosa non ci trova concordi perché sappiamo che prima ci dovrebbe essere una (falsa) ripresa economica di pochi mesi, max un anno, dettata dall’enorme liquidità immessa e che molto probabilmente aiuterà anche i listini azionari che stanno consolidando i minimi ormai da diversi mesi.

Personalmente ci aspettiamo una ripresa dei corsi azionari, magari dopo un altro affondo al ribasso, che anticipa la ripresina di fine anno, non in Italia però che ha problemi molto più gravi e profondi come abbiamo visto nell’ultimo report. Secondo noi la crisi mondiale vera e propria arriverà dopo questo tentativo di ripresa più o meno nella seconda metà del 2010 e fino al 2012-2013, anni in cui si azzererà completamente la torre di babele del debito che ad oggi è ancora a livelli enormi.

Testo tratto da www.centrofondi.it

 

 

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Categorie: Politica e Informazione

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